Il dolore infinito di tutte le famiglie che hanno perso i propri figli in Svizzera, in quella notte di gioia

233

Riflessioni sul dolore                                                                          di Umberto Eco

Andrebbe incoraggiata un’educazione al dolore, perché fin troppo spesso del dolore si ha un’unica idea, quella di una condanna ineliminabile. (Umberto Eco)

Nell’Introduzione all’intenso libro, postumo, di Umberto Eco, Riflessioni sul dolore (editore La nave di Teseo), Guido Biasco, direttore scientifico dell’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, scrive che «il dolore, oltre ad essere identificato come sofferenza fisica (legato alla presenza del male, che richiede un approccio globale di cura alla persona), va ampliato alla sofferenza emotiva, spirituale, sociale e affettiva».

Le riflessioni dell’illustre semiologo Umberto Eco, scaturite da una conferenza tenuta nel 2014 a Bologna, allargano il concetto di dolore, tema complesso e fenomeno universale, analizzandone i molteplici aspetti e significati, che ha assunto nel corso della storia dell’umanità, nell’ambito della filosofia, della poesia, della letteratura e della spiritualità.

Ogni cultura religiosa e filosofica, ha storicamente riflettuto sul dolore fisico come esperienza, profonda, multiforme ed ineluttabile della vita umana e animale, che coinvolge l’anima e il corpo. Il dolore ha caratterizzato ogni epoca e tradizione.

Secondo alcuni filosofi antichi il dolore morale può essere eliminato con la tranquillità e serenità dell’anima, con l’atarassia, con l’apatia, con la liberazione dalle passioni. Con il Cristianesimo il dolore diventa strumento di redenzione e assume una funzione salvifica, come imitazione del Cristo, dolente, insanguinato e tormentato dai patimenti.

La cognizione del dolore, secondo la filosofia di Schopenhauer, nasce dal desiderio di vivere. Quanto più si brama di vivere e si accresce la propria vita arricchendola, tanto più si soffre. L’autore si sofferma anche su ciò che  filosofi, scrittori e poeti, come  Frederich Nietzsche, Fëdor Dostoevskij, Marcel Proust, Giacomo Leopardi, Eugenio Montale e Cesare Pavese, hanno scritto sul dolore.

L‘uomo attraverso l’esperienza del dolore apprende che la vita stessa è dolore e  la scienza contemporanea ha fatto sì che il dolore non sia più una condanna. E l’autore termina la sua disamina sul dolore aggiungendo una riflessione sull’educazione al dolore, affermando che va incoraggiata una educazione culturale al dolore, che ogni essere umano va alfabetizzato nel senso che dovrà imparare a conoscere il dolore perché è un aspetto ineliminabile della vita.

In questo suo libretto, Riflessioni sul dolore, apprezzabile per l’accuratezza e il rigore delle ricerche che lo innervano, il filosofo Umberto Eco ci ha lasciato una lezione molto umana poiché la questione del male è ineludibile per l’uomo ed è impossibile eliminare dal mondo la sofferenza e il dolore.

 

 


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.