E’ stata davvero una bella operazione quella svolta dal NAS di Latina, dopo che un farmacista di Latina aveva segnalato delle anomalie su alcune ricette. Si è aperta così un’inchiesta che ha portato i carabinieri del Nas di Latina fino a Londra e nell’ambasciata del regno Unito a Roma, dove il farmaco viaggiante arrivava per truffare il sevizio sanitario nazionale. L’indagine è stata intensamente coordinata dal Procuratore  aggiunto, di Latina, Carlo Lasperanza e dal sostituto, Daria Monsurrò .

Al vertice del sodalizio criminale c’ era un 54enne di Napoli, B.G., già latitante dal 2017, perché colpito da un ordine di esecuzione emesso dal Tribunale della città partenopea per altri reati di truffa (con espiazione di una pena di 2 anni e 8 mesi), soprannominato “il Dottore” (e anche “il Maestro”). Il Dottore, in particolare, avrebbe comunicato ai 2 stretti collaboratori il tipo di farmaci da far acquisire, in base a quelle che erano le richieste del momento del mercato europeo; avrebbe pagato i compensi – via bonifico – ai vari componenti dell’organizzazione, sulla base delle preventive valutazioni sul quantum da corrispondere. E’ accusato anche di essersi occupato della successiva immissione nel mercato legale europeo dei medicinali specifici ( Parkinson ed Epilessia ) che venivano prima raccolti e custoditi da altri sodali (sempre nell’area di Sant’Antimo) – e poi spediti, via corriere, al capo dell’organizzazione, il quale, avendo in passato operato nel settore farmaceutico legale, si ritiene sia in possesso di conoscenze e contatti con grossisti nel Regno Unito.

Tra il sodalizio criminale ci sono state ben 1 milione, tra telefonate ed sms intercettati.

I 2 luogotenenti – con base a Sant’Antimo – si sarebbero invece occupati di impartire direttive agli altri sodali – suddivisi in batterie (formate da 2 soggetti ciascuna) –per compiere i furti in strutture sanitarie, studi medici privati o presso Asl e ospedali (valutando di volta in volta chi mandare in base all’affidabilità e diligenza dimostrate). In un secondo momento avrebbero dato disposizioni sulle  zone territoriali di riferimento delle farmacie, ove recarsi per spendere le ricette mediche falsificate e deciso il compenso spettante a ciascun membro dell’organizzazione. Il denaro però veniva consegnato direttamente dal capo, con bonifico.

C’era poi il falsario, soprannominato dalla banda “Dante Alighieri” (P.V., 34enne originario di Napoli), che, secondo gli investigatori, avrebbe copiato le ricette mediche, riconducibili a bollettari oggetto di furto, utilizzando nominativi di medici e pazienti beneficiari sia inesistenti che reali (ovviamente ignari, motivo per cui si ritiene disponesse di elenchi di medici di medicina generale relativi alle 3 regioni coinvolte).

Un’altra importante figura all’interno dell’organizzazione è quella rivestita da P.G. (31 enne originario del napoletano, fratello di P.V. e figlio di P.L.), il quale si occupava di ricevere la merce (farmaci), catalogarla, imballarla e consegnarla a terze persone affinché fosse custodita – in attesa di spedirla all’estero – da altri complici, insospettabili (soprattutto donne), destinatarie dell’odierna misura cautelare (F.F. 56enne nata a Sant’Antimo, Napoli, e R.M.A. 70enne residente in quell’area – quest’ultima la suocera di P.G).

Il sodalizio aveva ben concordato i compensi: il falsario veniva retribuito con1.500 euro al mese; mille euro erano destinati a chi si occupava di raccogliere i farmaci illecitamente approvvigionati dalle varie batterie. Tra i 100 e i 250 euro venivano consegnati a chi rubava i ricettari medici per ogni bollettario. Chi custodiva i farmaci prendeva tra i 200 e i 300 euro. Escluse le spese che servivano per i servizi logistici, i luogotenenti si spartivano il 35% del valore commerciale dei farmaci, mentre il 65% andava a chi era al vertice dell’organizzazione. Basti pensare che in sei mesi sono state colpite 528 farmacie  (118 in provincia di Latina  e 49 in provincia di Frosinone ) . Oltre al Lazio, sono state interessate alla clamorosa truffa anche le regioni Toscana e Lombardia. Sono stati recuperati e sequestrati 260 farmaci, per un valore di 10 mila euro e 650 ricette mediche, oggetto di furto. In totale il danno al Servizio Sanitario Nazionale è stato di 1 milione di euro.  I provvedimenti di arresto sono stati emessi dal Gip del tribunale di Latina, dr Pier Paolo Bortone.


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