Bartolomé Esteban detto il “Murillo” (Siviglia 1618-82) fu un pittore spagnolo. Entrato giovanissimo nella bottega di J. Del Castillo, vi rimase fino al 1639, quando iniziò la sua attività indipendente.

Nel 1645-46 ottenne il suo primo importante successo con le tele per il chiostro piccolo del convento dei Francescani a Siviglia. I dipinti giovanili indicano un accostamento alle opere di A. Cano, F. Ribalta e J. De Ribera.

Intorno al 1655, in seguito a un lungo viaggio a Madrid che gli consentì di studiare i dipinti presenti nelle collezioni reali, la sua maniera più morbida e “pittorica”, le sue composizioni più complesse e abilmente strutturate.

Le sue grandi pale e le tele, raffiguranti storie bibliche e scene della vita dei santi, offrono immagini di raffinata e ideata bellezza e di immediata suggestione, che riflettono una devozione sincera, articolandosi però talora in un linguaggio non privo di accenti manierati e convenzionali; esse furono dipinte quasi esclusivamente per le chiese e i conventi di Siviglia, dove Murillo fondò nel 1660 un Accademia di belle arti.

Da Siviglia non si allontanò se non negli ultimi anni (1680-81) per dipingere nella chiesa dei Cappuccini di Cadice. Numerosi suoi cicli furono smembrati nei secc. XVIII e XIX e sono ora dispersi tra collezioni pubbliche e private d’Europa e d’America oltre che nella Cattedrale e nel Mus. Di Siviglia: la “Cucina degli angeli” e la “Nascita della vergine” (Parigi, Louvre), l’“Adorazione dei pastori”, la “Sacra famiglia” e l’ “Apparizione della vergine a sant’Ildefonso” (Madrid, Prado), la “Trinità” (Londra, Nat. Gallery).

La fama di Murillo fu immensa presso i contemporanei e non subì offuscamenti durante il Settecento e l’Ottocento. Solo verso l’inizio del nostro secolo prevalse un giudizio fortemente limitativo, con l’accusa di superficiale e stucchevole pietismo: giudizio decisamente mitigato dalla critica più recente, grazie a una più attenta considerazione dell’alta qualità formale della sua opera.

Guglielmo Guidi  (Ricercatore e storico d’arte)


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