In un’aula di Corte d’Assise del Tribunale di Latina gremita da giudici, avvocati, forze dell’ordine, dipendenti del Tribunale e pubblici amministratori, si è insediato ufficialmente il nuovo Procuratore Capo Gregorio Capasso. Tra i presenti anche il sindaco di Latina, Matilde Celentano, il Presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale e il Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella.
Il 62enne Gregorio Capasso, lo scorso gennaio, è diventato il nuovo procuratore della Repubblica a Latina, così come ha deciso il Consiglio superiore della magistratura. La nomina è arrivata dopo un vero e proprio ballottaggio con il magistrato Gianfranco Novelli, procuratore aggiunto a Catanzaro. Capasso, negli ultimi anni, ha ricoperto l’incarico di Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva dato parere favorevole sia per l’uno che per l’altro.
Capasso, nato a Napoli, ma apriliano di adozione, era stato sostituto procuratore della Repubblica a Latina fino al 2018. È stato, a 23 anni, uno dei più giovani vincitori del concorso per l’ingresso in magistratura. Primo incarico a Crotone, per poi arrivare nel capoluogo pontino. Il plenum del Csm si è espresso: 15 voti per Capasso, 12 per Novelli e un astenuto. Tra le inchieste importanti condotte da Capasso a Latina c’è sicuramente quella dei due fidanzantini di Cori, Patrizia Bovi e Elisa Marafini, uccisi con oltre 200 coltellate all’interno di un appartamento. Al termine della sentenza in cui fu condannato il giovane Marco Canale a 30 anni di reclusione mi dichiarò per Rai Tre ” Le sentenze non si commentano, ma essere arrivati al colpevole è già tanto ”
Il suo ritorno mi emoziona perchè mi riporta indietro negli anni,quando ero giovane, come se il tempo si fosse fermato. E invece il tempo è passato e la giustizia prosegue sempre il suo corso e il dr Capasso ritorna qui, in questa Procura, piccola e grande, crocevia di tanti processi che hanno fatto la storia, come quello del “massacro del Circeo”.
La quinta commissione del Csm aveva scelto di proporre al Plenum due candidati per la nomina del nuovo procuratore capo di Latina. In corsa c’erano Giancarlo Novelli e Gregorio Capasso, entrambi magistrati di lunga esperienza, che hanno raccolto consensi in modo equilibrato all’interno della Commissione.
Accompagnato dal procuratore aggiunto Luigia Spinelli, che ha coordinato gli uffici di Via Ezio fino a oggi, il nuovo procuratore capo Capasso è stato presentato dal Presidente del Tribunale di Latina, Antonio Masone e dal Procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Amato. Entrambi hanno sottolineato la conoscenza del territorio del nuovo Procuratore Capo. Per il Procuratore d’Appello, la presenza di Capasso, conoscitore del territorio, rappresenta un valore aggiunto: “Latina è territorio caldo, in particolare il sud del Lazio per via delle note infiltrazioni”. È importante il dialogo tra Roma e il Lazio per il servizio giustizia “Il ruolo del pubblico ministero è imparziale e non un mero mandatario dell’accusa”. A prendere la parola quindi è stato il nuovo Procuratore che ha esordito nel modo più semplice possibile: “Sono emozionato, questa giornata rimarrà scolpita nella mia mente”. Il magistrato ha ripercorso in sintesi la sua carriera, partita dalla dalla Calabria “quando non c’era ancora la DDA”. Successivamente le tappe a Latina, in Sardegna e ora il ritorno a Latina. “Se sono qui è grazie alla mia famiglia, in particolare a mio padre che ha diretto un ufficio di polizia giudiziaria”.
Non è mancato, da parte del Procuratore della Corte d’Appello e del Procuratore Capasso, il rimando alla recente riforma della giustizia, respinta dal no nella consultazione referendaria di fine marzo. Occorre il rispetto delle regole – hanno specificato i magistrati – e nel processo penale il primo garante è il pubblico ministero”. L’azione della magistratura deve essere caratterizzata da equilibrio, compostezza e dignità, così da garantire autorevolezza e prestigio. “Tutti assieme – ha concluso Capasso – renderemo i nostri uffici un presidio di legalità”.
Da ultimo è intervenuto anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina, Gianni Lauretti, che si è detto soddisfatto del ritorno di Capasso a Latina – “sapevo che sarebbe tornato” – rimarcando il confronto ad armi pari che c’è nelle aule di giustizia tra pubblica accusa e avvocatura: “Non posso però condividere le idee sulla riforma della giustizia”. ha concluso Lauretti.

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