Errore
L’errore è un mezzo di coesione fra gli esseri umani, ma specialmente fra i bambini e gli adulti. Maria Montessori
La parola errore ha avuto sempre un campo semantico molto vasto perché molteplici sono state le riflessioni che filosofi, scienziati, pedagogisti, letterati e psicologi hanno dedicato nei loro studi e nelle loro attività professionali, ampliandone l’orizzonte dei significati. Al termine errore sono stati accostati, come sinonimi, sbaglio, inesattezza, svista, strafalcione, svarione, scorrettezza, imprecisione, refuso.
Dal punto di vista filosofico l’errore, come deviazione morale, è l’uscire dalla retta via, è l’atto di allontanarsi col pensiero e l’azione dal bene, dal vero e dal conveniente. Il filosofo Karl Popper asseriva che «Nessuno può evitare di fare errori; la cosa più grande è imparare da essi» e trarne profitto. Ogni errore ci indica uno scoglio da eludere, da scongiurare, una via da non seguire. Dagli errori, se si fa tesoro e si riflette, s’impara molto. Per Nietzsche «l’uomo è stato educato dai suoi errori». Gli errori nella vita ci aiutano a evolvere e a diventare saggi.
Sul piano scientifico l’errore è parte indispensabile del cammino della conoscenza, della ricerca e della scoperta. Per il fisico statunitense Julius Robert Oppenheimer «caratteristica della scienza è auspicare la scoperta di un errore e dargli il benvenuto». L’errore è un fatto positivo, normale e utile per la ricerca scientifica perché attraverso gli errori la scienza progredisce. Ha scritto il filosofo israeliano Ioseph Agassi: «Non possiamo né sperare di sfuggire all’errore, né di rendere l’errore meno probabile, neppure in un ristretto campo di ricerca. Tutto quello che possiamo sperare è eliminare alcuni errori e di rimpiazzarli con altri più piccoli». In materia di fede religiosa l’errore è avvicinato al peccato, al senso di colpa, al castigo, alla disobbedienza, allo smarrimento, al traviamento e alla idolatria. Tuttavia occorre ricordare ciò che affermava nel Trattato sulla natura umana il filosofo scozzese David Hume: «Gli errori della filosofia sono sempre ridicoli, quelli della religione sono sempre pericolosi». Comunque non si possono neppure dimenticare le parole del cardinale Carlo Maria Martini: «Non ci sono errori irreparabili, vie senza uscita», perché l’errore e il male devono essere sempre condannati e combattuti, ma gli uomini che cadono o sbagliano devono essere compresi e amati. E soprattutto tener presente le parole pronunciate da Gesù, e riportate nel Vangelo di Giovanni (8,7), nell’episodio della donna sorpresa in adulterio «Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei».
Sul piano pedagogico l’errore riveste un ruolo importante nel processo educativo. L’indimenticabile Gianni Rodari, autore che si divertiva con gli strafalcioni grammaticali a inventare storie e filastrocche, ci ha insegnato l’importanza dell’errore creativo affermando che «gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la Torre di Pisa».
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