“Il sorriso di Andrea” per i bambini di oncoematologia pediatrica

Il sorriso di Andrea è un meraviglioso esempio di quanto il dolore più straziante possa dar vita, grazie alla straordinaria forza di alcuni esseri umani, a qualcosa di bello, di vero; la sofferenza per la precoce perdita di una persona amata ha, in questo caso, creato in effetti un nuovo amore: amore che viene donato a coloro che forse lo meritano più di chiunque altro, i bambini affetti da patologie oncoematologiche.

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PISA – 21 marzo 2021

Andrea Baldini era un ragazzo dal sorriso meraviglioso, che ha lasciato la sua famiglia e gli amici alla precoce età di 28 anni, dopo una lunga battaglia contro il cancro: affetto da un tumore raro, seguito nelle cure dal reparto di Oncoematologia Pediatrica nell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, ha lottato sempre a testa alta e senza perdere la voglia di vivere e di vedere la bellezza nelle piccole cose; Andrea era un esempio per chiunque lo incontrasse, non ha mai abbandonato la sua innata gentilezza né la voglia di aiutare gli altri, specialmente coloro che vivevano una condizione simile alla sua.
Martina e Cristina, sorella e madre del giovane, dopo la sua scomparsa hanno deciso di continuare il cammino da lui perpetrato in nome dell’amore per la vita e per la gioia, creando “Il sorriso di  Andrea”, un’associazione in memoria del suo modo di reagire e di illuminare gli altri: l’obiettivo è quello di realizzare i sogni dei bambini affetti da patologie oncologiche attraverso raccolte fondi e grazie al sostegno di chiunque voglia unirsi a questo bellissimo progetto, “vorremmo aiutare i bambini ad esprimere appieno il loro potenziale e a credere in loro stessi, così che possano affrontare la quotidianità sempre con il sorriso stampato sulle labbra, un sorriso vero e spontaneo, proprio come Andrea era solito fare”.
Per sostenere l’associazione è possibile collegarsi al sito https://www.ilsorrisodiandrea.org/diventa-membro e diventare socio tramite il versamento della quota annuale di 20 euro, oppure fare semplicemente una donazione di qualsiasi cifra si desideri (tramite PayPal, Carta di Credito o Bonifico), come ci racconta la sorella Martina.

I nostri lettori come possono sostenervi? Sia dal punto di vista economico che pratico?
“Prima di tutto, ci teniamo a ringraziare le tantissime persone che già ci stanno supportando con la quota associativa annuale e che ci hanno permesso di iniziare i nostri progetti. Dal punto di vista economico, oltre ad iscriversi come soci, è possibile effettuare donazioni libere e, a breve, attraverso la donazione del proprio 5xmille. Tutte le informazioni si possono trovare sul nostro sito www.ilsorrisodiandrea.org. Abbiamo in cantiere tantissime idee che non vediamo l’ora di portare avanti in sicurezza non appena possibile; in ogni caso informeremo soci e followers di cosa ci passerà per la testa! Dal punto di vista pratico abbiamo ricevuto donazioni di Calze della Befana o giocattoli da amici e soci, che sono stati utilizzati per le nostre sorprese. Molte persone ci chiedono come possono essere utili all’Associazione, e noi chiediamo solo di pazientare ancora qualche mese per poi essere liberi, tutti insieme, di celebrare i sorrisi ed i desideri di quanti più bambini/ragazzi possibile. Intendiamo solamente celebrare la vita!”

Perché avete deciso di far nascere “Il sorriso di Andrea”?
Io e mia mamma, insieme ad alcune delle persone che ci sono state più vicine nel corso degli ultimi anni in cui Andrea non stava bene, abbiamo deciso di fondare un’associazione in suo ricordo affinché nessuno si dimenticasse dello spirito con cui aveva affrontato la malattia. Abbiamo pensato che aiutare bambini/ragazzi nella sua stessa situazione anche solo con un “sorriso”, potesse portare avanti i valori in cui Andrea credeva da sempre: grinta, solidarietà, perseveranza, gioia di vivere. Il nostro obiettivo è vedere negli occhi di chi è stato sfortunato, lo stesso sorriso che aveva contraddistinto Andrea in ogni fase del lungo percorso affrontato, fino agli ultimi giorni, cercando di portare ottimismo e fiducia nel futuro.”

Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato dalla sua fondazione e quali invece gli aiuti che avete ricevuto?
Abbiamo deciso di fondare l’associazione ad Aprile 2020, in pieno lockdown, ma paradossalmente questo ci ha aiutato a sveltire le pratiche perché non potendo recarci negli uffici, abbiamo sbrigato molte pratiche via web. Ovviamente siamo stati appoggiati da uno studio professionista, esperto in materia di Associazioni e OdV: ci ha guidato passo dopo passo. Nonostante la classica burocrazia, siamo rimasti stupiti dalla velocità della costituzione: a fine maggio 2020 avevamo già atto costitutivo e statuto e a metà giugno eravamo operativi con canali social e sito per poterci far conoscere ed iniziare ad associare chi aveva piacere di farlo. Tutto questo ci ha permesso di iniziare la vera e propria attività da inizio luglio, e per noi è stato un piccolo grande traguardo.”

L’epidemia covid in corso ha complicato la vita di tutti i cittadini ma in misura maggiore quella dei piccoli pazienti di cui vi occupate, questo vi ha portato a dover cercare nuove strategie per essere loro vicini?
Il nostro pensiero è sempre stato quello di poter donare un attimo di serenità a chi si trovava e si trova ad affrontare un percorso difficile. Sappiamo bene quanto duro può essere il percorso, e fronteggiarlo senza la presenza di tante persone care a causa delle restrizioni, lo è molto di più. Nel periodo estivo, seguendo sempre le regole anti Covid, siamo riusciti ad esaudire qualche desiderio, ma da quando la pandemia ha ripreso a galoppare, abbiamo dovuto stoppare questa attività. Questo ci ha spinto a pensare a qualche operazione che ci permettesse di stare vicini ai pazienti in un modo un po’ diverso, perché non volevamo arrenderci al fatto di rimanere inermi di fronte a quanto succedeva intorno a noi. La prima grande attività si è svolta a Natale e la seconda a Pasqua grazie all’aiuto della dottoressa Casazza, direttrice del reparto di Oncoematologia pediatrica di Pisa, che ci ha fornito nominativi e indirizzi dei pazienti, in accordo con i loro genitori. Abbiamo colto l’occasione di queste due festività per portare dei doni a chi attualmente è in cura presso questo reparto nel quale Andrea era in cura da 7 anni. Grazie al supporto operativo e emotivo dell’Associazione Ridolina, che con un permesso concesso dall’Assessore Dott.ssa Gianna Gambaccini, poteva muoversi in tutto il territorio toscano nonostante la zona rossa, siamo saliti a bordo del loro Ridolone, e siamo andati incontro ai pazienti fuori dall’ospedale, fuori dal residence Agbalt dove alloggiano le famiglie che provengono da lontano, fuori dalle loro abitazioni dalla Garfagnana a Grosseto, passando per l’Elba, per consegnare loro dei regali pensati appositamente per la loro età. Questo non sarebbe stato possibile senza le quote associative delle centinaia di persone che fin dal subito ci hanno dato fiducia, di chi conosceva Andrea e chi ha imparato a farlo attraverso di noi. La più grande soddisfazione è aver sensibilizzato su questo tema molte persone, adolescenti e adulti, che non vedono l’ora che la pandemia sia terminata, per poter far qualcosa di concreto insieme a noi. Il nostro obiettivo più grande è riiniziare quanto prima con progetti ad hoc per tutti i bambini/ragazzi che abbiamo conosciuto fino ad oggi ed abbiamo in cantiere molte attività di gruppo che non vediamo l’ora di mettere in pratica. Non solo per quelli che abbiamo conosciuto, ma ci piacerebbe raggiungere quanti più bambini possibili, anche di altri ospedali.”

Potete raccontarmi qualcuno dei progetti che avete portato a termine?
“Escludendo i progetti di gruppo, ad oggi abbiamo realizzato 9 sorprese individuali, di cui 2 sono state stoppate causa restrizioni ma che si spera possiamo finalizzare quanto prima (nel primo caso, una partita del Napoli per due piccoli amici tifosissimi della squadra partenopea, e nel secondo un’entusiasmante corsa all’autodromo di Imola con una Porche 991 GT3). Uno dei progetti che ci ha più entusiasmato è stato quello di Chiara, una piccola di 8 anni con una passione (e una bravura!) smisurata per la cucina. Con la complicità dei genitori, l’abbiamo incontrata presso la Scuola Tessieri di Ponsacco, dove ha partecipato ad un corso individuale sulla pasta fresca insieme allo chef, con tanto di attestato da parte della scuola, che si è mostrata apertissima a questo tipo di iniziative. Successivamente, Chiara pensava di tornare a casa, ma in realtà si è trovata in un ristorante a Guasticce, l’Osteria Bioste, dove ha aiutato gli chef a realizzare una cena con i fiocchi per moltissimi soci che si erano riuniti per festeggiarla. Ha successivamente partecipato anche ad un corso di pasticceria presso la Scuola Tessieri in occasione di Halloween… questo ci ha reso molto felici per lei e per la sua famiglia, perché poter coltivare i propri sogni, soprattutto alla sua età, è qualcosa di speciale!”

 


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