ROMA – Enrico Letta se n’è uscito con una bojata pazzesca. Il voto ai sedicenni. Forse l’ex Premier s’è disabituato a frequentare i vicoli della (in) sana provincia italiana un sabato sera qualsiasi. Ne sentirebbe e ne vedrebbe di ogni: bestemmie, droga di ogni genere, alcol di pessima qualità ingerito con l’unico intento di sballarsi.

Libri? Sì, al massimo quello “scritto”, si fa per dire, da Giulia De Lellis complice anche una scuola che tutto infonde tranne l’entusiasmo e la voglia di cogliere Bellezza.

Quando io arrivai al liceo classico ero già in grado di leggere e scrivere per mio conto ché la scuola era un gran rottura di balle. Fu la mia professoressa di latino e greco che mi dava ripetizioni il pomeriggio a prendermi per mano lungo il sentiero della cultura. Libri, tragedie greche, la commedia e tutto ciò che una mente curiosa avrebbe desiderato scoprire. La mia scuola, allora, era extra moenia , fuori da quell’edificio orrendo che ospita il Dante Alighieri. La mia scuola era lì a pochi passi, a via Giustiniano dove, neanche a farlo apposta, aveva casa Liliana Di Natale.

La mia generazione era già pessima, questa di oggi pare uscita da un tombino. Bimbette che si acconciano da mondane e bestemmiano il buon Dio come fosse un intercalare, su fino ad altri comportamenti assai raccapriccianti.

Le famiglie delegano, scappano, latitano. I genitori vivono una adolescenza fuori tempo che li trasforma in amici, confidenti, complici. La scuola ha perso la funzione educativa che le compete trasformandosi in un grande parcheggio pubblico.

Nel mezzo di questa povertà spirituale e culturale nonché educativa stanno i nostri sedicenni ai quali si vorrebbe dare il diritto di voto.

Ricordo come fosse ieri l’esatto momento in cui ritirai la tessera elettorale. Era il 2013 e votai, per la prima volta, alle elezioni regionali e politiche . Fu una grande emozione per me che da molti anni seguivo la politica entrare a far parte dell’elettorato attivo.

Concederlo ai minori di diciotto anni contribuirebbe a svilire la politica, desacralizzando il diritto più importante, sancito all’art1.comma 2 della Costituzione.

Enrico Letta, se proprio desidera, lasci Parigi e la direzione di Sciences Po e venga a farsi una passeggiata in Italia. Il fine settimana, all’entrata o all’uscita delle scuole superiori o all’interno di qualsiasi mezzo pubblico.

Capirebbe, l’ex Premier, quanto i nostri adolescenti abbiano bisogno d’aiuto e che la sua sortita sul voto da estendere ai sedicenni sia, usando un eufemismo, una boutade.


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