In ricordo di Dario Antiseri
Con grande commozione ho appreso dal telegiornale la triste notizia della scomparsa di Dario Antiseri, filosofo e storico della filosofia dei nostri tempi, rappresentante della cultura liberale, una persona, molto importante per la mia formazione umana e culturale, che ho conosciuto e frequentato dall’inizio degli anni Settanta del secolo scorso.
Sono convinto, come ha scritto Florindo Rubbettino, che «I grandi maestri non muoiono mai davvero. Le loro idee continuano a vivere nel cuore e nella mente di chi le ha apprese dalla loro viva voce e a vibrare con vigore dalle parole incise nelle pagine dei libri che hanno scritto».
Una miriade di ricordi ha invaso il mio animo. Il primo incontro avvenne a Roma per conseguire l’abilitazione all’insegnamento della filosofia nel novembre del 1971. In quella occasione rammento gli auguri che da lui ebbi (e dalla professoressa Paola Gaiotti ) di incoraggiamento per insegnare filosofia nei Licei. Gentilmente risposi che era mia intenzione prepararmi per il Concorso di Direttore didattico perché non volevo rinunciare all’esperienza educativo-didattica acquisita, a partire dagli anni Sessanta nella scuola elementare.
Per me Dario Antiseri è stato un maestro, una figura carismatica e familiare di riferimento nella formazione e preparazione della mia professione di “uomo di scuola”. In seguito, infatti, ho continuato a studiare sui suoi libri a cominciare dai volumi della Storia della filosofia, una fondamentale opera, scritta insieme all’amico e collega Giovanni Reale, che esplora il pensiero filosofico dalle origini fino ai nostri giorni.
Nelle sue opere ho sempre apprezzato il rigore scientifico, l’ampio orizzonte culturale e la chiarezza espositiva. Grazie al suo insegnamento e alle sue pregevoli numerose pubblicazioni ho avuto modo di avvicinarmi alla conoscenza e allo studio del pensiero dell’epistemologo e pensatore politico Karl Popper, «il filosofo della società aperta».
I suoi illuminanti saggi e i suoi testi didattici, molto validi e da me utilizzati, Che cosa vuol dire essere razionali, Il pensiero occidentale dalle origini a oggi, Cristiano perché relativista, Relativista perché cristiano, Il filo della ragione, Teoria e pratica della ricerca nella scuola di base, Epistemologia e didattica, L’insegnamento della storia, sono stati pietre miliari della mia formazione culturale e spirituale, filosofica e pedagogica.
Momenti significativi del rapporto umano e professionale che ho avuto con Dario Antiseri sono stati il concorso per diventare (io stesso) Direttore Didattico e l’esperienza di essere membro di una Commissione ministeriale per diventare Dirigente scolastico.
Nel corso della mia vita professionale ho avuto la fortuna di dialogare spesso con lui, nonostante avessimo orientamenti e convinzioni politiche diverse e ho sempre ammirato il suo amore per la libertà morale, intellettuale e politica, per la scienza e per la mente critica.
Non sono mancati, collaborando con lui in diverse attività, screzi e battute nei diversi incontri (conferenze, presentazione di libri…) che abbiamo avuto come quando, in occasione della Conferenza Nazionale sulla scuola, gli dissi con ironia che leggevo con maggior simpatia e trasporto i libri del suo assistente di filosofia Massimo Baldini.
Ho sempre avuto stima e fiducia nella sua persona ammirando la serietà e l’impegno di un intellettuale “liberale” che nella sua vita si è sempre battuto contro i dogmi e a favore della libertà di pensiero.
In questa particolare circostanza, avverto il dovere morale, per onorare la sua memoria, di leggere al più presto l’ultimo suo libro I dubbi del viandante e di rivolgere un affettuoso saluto e un ringraziamento sincero a uno dei miei maestri di vita.
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