FROSINONE – Dopo l’incendio di domenica pomeriggio sviluppatosi presso lo stabilimento dell’azienda Mecoris, il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, ha emesso un Provvedimento urgente per l’incolumità pubblica. Questo il testo del Provvedimento:
Disposizioni di chiusura degli edifici pubblici e della relativa attività e disposizione di sospensione delle attività all’interno delle aziende private, ad eccezione degli operatori di servizi pubblici essenziali per la giornata di lunedì 24 giugno.
CONSIDERATO che, domenica 23 giugno, in orario pomeridiano, si è sviluppato un incendio di proporzioni rilevanti in via delle Centurie, zona il Casale, all’interno dell’azienda “Mecoris” che si occupa di smaltimento e trattamento di rifiuti speciali;
RILEVATO che non si ha ancora contezza circa la natura e la tipologia dei fumi che si sono sprigionati dall’incendio e che pertanto, a titolo precauzionale, è opportuno adottare provvedimenti volti alla tutela della salute ed incolumità;
RILEVATA la presenza, su tutto il territorio comunale, dell’innalzamento dei livelli del PM 10, attraverso il sistema e la rete di monitoraggio autonoma delle centraline realizzata dall’amministrazione comunale di concerto con l’associazione Medici di famiglia per l’ambiente;
CONSIDERATA la necessità di non esporre la popolazione a pericoli per la salute e la pubblica incolumità, in assenza di ulteriori elementi di certezza circa le conseguenze dell’incendio indicate in epigrafe, sulla qualità dell’aria;
RITENUTA la necessità di adottare il presente provvedimento al fine di tutelare la salute pubblica;
il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ORDINA
la chiusura, per il giorno di lunedì 24 giugno, di tutti gli edifici pubblici e la sospensione delle attività lavorative all’interno delle aziende private, sull’intero territorio comunale, ad eccezione degli operatori addetti ai servizi pubblici essenziali o di necessità;
ORDINA
altresì a tutta la popolazione di disattivare gli impianti di areazione forzata e di condizionamento, oltre che a tenere chiusi gli infissi esterni (finestre e portoni) fino al momento in cui non sarà definitivamente cessata l’allerta, uscendo dalle abitazioni solo per motivazioni urgenti ed indifferibili, possibilmente previo utilizzo di mascherine igienico-sanitarie, fino al momento in cui non sarà definitivamente cessata l’allerta;
CHIEDE
alla Direzione Generale della Asl ed ai Dirigenti e Responsabili di Uffici ed Enti Pubblici presenti di adottare ogni ulteriore attività precauzionale al fine di attenuare gli effetti dell’evento calamitoso in epigrafe e, comunque, a tenersi in costante contatto con il Comando della Polizia Municipale di Frosinone al fine di adottare ogni ulteriore atto ed azione proporzionati all’evoluzione della situazione.
Una situazione che desta preoccupazione anche tra le associazioni di categoria, tanto che anche Confcommercio ha diramato una nota.
L’Associazione esprime preoccupazione per la situazione di emergenza che in queste ore sta colpendo il Capoluogo a causa dell’incendio che si è propagato nelle prime ore del pomeriggio di domenica all’interno dello stabilimento Mercoris Srl di Frosinone, azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti speciali.

“Preoccupa e non poco l’incendio che si è propagato all’interno dello stabilimento di Frosinone Mercoris srl – ha dichiarato il presidente Giovanni Acampora -. Siamo davanti a un danno ambientale che ci deve far riflettere. Confcommercio Lazio Sud non può che mettersi a disposizione delle Istituzioni locali, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, che da domenica pomeriggio stanno lavorando instancabilmente e senza sosta per mettere in sicurezza l’intera area colpita dall’incendio. E’ un momento difficile per il territorio ma sono convinto che saprà rialzarsi come sempre ha fatto nei momenti di grande difficoltà. Confcommercio è vicina alla città, ai suoi associati ed è pronta a collaborare con le Istituzioni al fine di dare un proprio contributo nella realizzazione di nuove strategie in grado di ridurre l’inquinamento e a ‘costruire’ una vera e propria ‘cultura ambientale’. Aspettiamo con ansia i risultati delle analisi che l’Arpa Lazio sta effettuando in queste ore pronti a fare anche noi le nostre dovute valutazioni”.
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