LATINA – Infermiera presa a pugni da una parente di un paziente, la solidarietà del mondo politico. La storia era in prima pagina questa mattina sull’edizione locale de il Messaggero e ha suscitato un certo clamore. Alle 22 una parente di un paziente pretendeva di entrare in reparto e al no dell’operatrice sanitaria le ha sferrato un pugno.
Da qui tutta una serie di reazione degli esponenti politici, dal Presidente della Commissione Regionale sulla Sanità, Pino Simeone di Forza Italia, arrivando al senatore di Fdi Nicola Calandrini in compagnia del suo coordinatore comunale Gianluca Di Cocco.

“Un’altra aggressione in un ospedale, stavolta nel reparto di medicina del Santa Maria Goretti. Il fenomeno delle violenze nei confronti dei sanitari è diventata un’emergenza nazionale ed in particolare delle strutture della provincia di Latina. Circostanze simili si sono verificate nei mesi scorsi anche nei nosocomi di Fondi, Formia e Terracina. Quest’ultimo caso, avvenuto domenica sera, ha visto come vittima un’infermiera del reparto, aggredita dalla parente di un paziente. L’operatore sanitario è dovuto scendere al pronto soccorso per farsi medicare. Apprendo che l’Asl di Latina avrebbe avviato delle verifiche sul sistema dei controlli. E’ inaccettabile che a quell’ora l’ospedale sia stato facilmente accessibile per gli esterni.
Non siamo più in presenza di un semplice campanello d’allarme ma di un’emergenza che va affrontata subito. Oggi non domani. In tal senso va colta l’importanza dell’istituzione dell’Osservatorio sulla sicurezza degli operatori sanitari.
La Regione Lazio meno di un anno fa ha istituito questo organismo di cui mi onoro di far parte. Ho presentato due proposte che hanno come finalità, quella di contribuire a trovare soluzioni non tampone ma sistematiche per il bene della sanità, degli utenti e degli operatori stessi: 1) il miglioramento della fase dell’accoglienza nei Pronto Soccorso, 2) la presenza o l’implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori. Su questi due punti solleciterò un confronto urgente.
Niente e nessuna motivazione può giustificare la violenza nei confronti dei medici e degli altri operatori. Certo, dobbiamo tenere conto dei problemi cronici della nostra sanità. In particolare sale d’aspetto affollate e allungamento dei tempi di visita nelle aree di emergenza, liste d’attesa, ritardo dell’arrivo dei mezzi di soccorso, richiesta di prestazioni non adeguate, carenza di posti letto. Ma tutte queste criticità non possono essere pagate da coloro che lavorano per risolvere i problemi di un sistema di cui sono altrettanto vittime”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.

«L’ennesimo caso di aggressione ad un’infermiera del Santa Maria Goretti – scrive invece nella sua nota Calandrini – dimostra quanto questo triste fenomeno delle violenze ai danni del personale ospedaliero stia assumendo contorni sempre più preoccupanti. Si tratta del terzo caso in poco più di un mese.
Le istituzioni non possono stare a guardare. È arrivato il momento di intervenire.
Solleciterò una risposta al ministro della Salute alla quale era destinata l’ultima interrogazione che avevo depositato in Senato lo scorso 20 giugno proprio per portarla a conoscenza del fenomeno e per sapere come il Ministero intendesse farvi fronte.
Ho già avuto modo di confrontarmi con medici ed infermieri della provincia di Latina, i quali mi hanno riportato l’esigenza di vedere garantita la loro sicurezza. Servono misure urgenti, a partire da soluzioni per limitare il sovraffollamento degli ospedali, oltre ad un presidio costante delle forze dell’ordine.
Non possiamo più permettere forme di violenza ai danni di chi con passione e dedizione si adopera per la cura dei malati. Ne va del benessere e della salute di tutti».

Infine la solidarietà alla donna da parte del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Gianluca Di Cocco.
«Esprimo solidarietà all’infermiera aggredita all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, augurando pronta guarigione per lei e ritorno con serenità al suo posto di lavoro.

È un atto molto grave quello compiuto nei confronti dell’infermiera, da condannare senza ambiguità e urge tutelare tutti i professionisti della sanità durante la loro attività professionale visto le numerose aggressioni negli ultimi anni in particolare presso il pronto soccorso, le guardie medica.

Lasciamo alla magistratura il compito di svolgere il suo lavoro nei confronti dell’aggressore che merita una pena esemplare visto il suo gravissimo comportamento, chi sbaglia deve pagare senza sconti.

Proprio le aggressioni in aumento, incentivano il fuggi fuggi dei medici e professionisti della sanità dagli ospedali e dai pronti soccorso, guardia medica, ambulanze.
Per questo urge tutelare coloro, nel sistema sanitario, svolgono un lavoro nobile a favore di tutti con un decreto di legge urgente e d’ufficio senza aspettare la denuncia di chi è stato aggredito visto l’aumento delle aggressioni negli ultimi 3 anni del 25%».


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.