Per l’elezione di un nuovo papa, i cardinali riuniti nella Cappella Sistina inseriscono le rispettive schede dentro l’urna, dopodiché tre scrutatori estraggono una scheda alla volta, leggono il nome e registrano il voto. Se nessuno dei cardinali votati raggiunge il quorum (pari ai due terzi dei votanti), le schede vengono bruciate con sostanze che producono la fumata nera. In caso contrario, con l’aggiunta di altre sostanze viene prodotta la fumata bianca. Iniziò con il conclave del 1914, in cui venne eletto il papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa), che ebbe inizio la fumata bianca per indicare l’elezione del nuovo pontefice. Venivano usate per la fumata nera paglia umida e pece con risultati non sempre soddisfacenti. Per questo, a partire dal conclave del 2005, che portò all’elezione di papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), vennero usati composti chimici atti a produrre, reagendo tra di essi, inequivocabilmente la fumata nera o la fumata bianca. Per ottenere la fumata nera alle schede si aggiunge il perclorato di potassio (KClO4), l’antracene (C14H10), idrocarburo polinucleare aromatico (IPA) e lo zolfo S. Quando la temperatura della combustione della carta raggiunge 500 °C, il perclorato si decompone liberando ossigeno O2 che reagisce con l’antracene e lo zolfo. Il primo produce, oltre all’anidride carbonica CO2 e all’acqua H2O, una grande quantità di particelle nere di grafite (la stessa sostanza che costituisce le mine delle matite), forma allotropica del carbonio C. Lo zolfo bruciando forma anidride solforosa SO2 che contribuisce ad aumentare l’opacità e la densità del fumo rendendolo più nero.
Per la fumata bianca, invece, le sostanze usate sono il clorato di potassio (KClO3), il lattosio (C₁₂H₂₂O₁₁), lo zucchero del latte, e la colofonia, una resina vegetale di alcune conifere, solida di colore giallo, e composta essenzialmente da acido abietico (C20H30O2).
Bruciando le schede di carta (la temperatura di accensione della carta è 233 °C) si ha un aumento di temperatura per cui, quando si raggiungono 400 °C, il clorato di potassio si decompone liberando ossigeno, che innesca la combustione sia del lattosio che dell’acido abietico. Il primo produce anidride carbonica e acqua allo stato di vapore (in grande quantità), mentre l’acido abietico produce, oltre ad anidride carbonica e vapore acqueo, anche particelle solide in sospensione nel fumo che favoriscono la condensazione del vapore acqueo generando la fumata bianca. (Bibl.: https://ilblogdellasci.wordpress.com/2025/05/07/la-fumata-bianca-e-la-fumata-nera/).
Francesco Giuliano
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