Uno dei più grandi chimici italiani, che ha dato il via all’evoluzione della chimica è stato Amedeo Avogadro nato l’8 agosto 1776 a Torino. Per questo motivo in quest’anno si celebra il 250° anniversario della sua nascita con vari eventi organizzati in Piemonte e in Italia, alcuni dei quali già svolti, altri ancora da svolgere come quello del 13 ottobre 2026 presso l’Accademia delle Scienze di Torino. Quest’ultimo assume un’importanza fondamentale per comprendere l’eccellenza negata più volte di questo chimico, di cui si acquisisce ben poco attraverso i libri di chimica se non la legge e la costante universale che portano il suo nome. Figlio di Anna Vercellone e di Filippo, conte di Guaregna e Cerreto e giurista, Amedeo, pur laureandosi in Giurisprudenza per seguire le orme del padre, a vent’anni, appassionato delle materie scientifiche e affascinato dell’invenzione della pila di Alessandro Volta tra il 1799 e il 1800, iniziò gli studi sull’elettricità. Dopo ripetuti insuccessi connessi con le memorie sull’elettricità (1803) e sulla chimica (1804) presentate all’Accademia delle Scienze di Torino, Avogadro continuò i suoi studi sia in fisica che in chimica pubblicando i relativi risultati presso la rinomata rivista francese Journal de Phisique. A cavallo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX, Avogadro conobbe e studiò le leggi fondamentali della chimica (Lavoisier, chimico francese -1743/1794: conservazione della massa in una reazione chimica; Joseph Proust, chimico francese – 1754 /1826: le proporzioni definite di un composto; John Dalton, chimico inglese – 1766 /1844: le proporzioni multiple relative a più composti tra due elementi) e la teoria atomica di Dalton. Successivamente, venendo a conoscenza nel 1808 della legge sulla combinazione dei volumi di sostanze gassose di Gay-Lussac, chimico francese (1778 – 1850), ebbe un colpo di genio che lo portò a formulare la sua ipotesi molecolare, che venne pubblicata nel Journal de Phisique in due memorie: la prima nel 1811 e la seconda nel 1814. Con esse pose le basi per distinguere il concetto di atomo da quello di molecola, suffragate, circa cinquanta anni dopo le formulazione dell’ipotesi molecolare, dal chimico siciliano Amedeo Cannizzaro (1826 – 1910) nel 1860 al primo Congresso internazionale di Chimica a Karlsruhe. Da qui prese avvio l’evoluzione della chimica moderna. Fino ad allora c’era stata tra i chimici europei una grande confusione tra il concetto di atomo e quello di molecola. A titolo esemplificativo, il concetto di Avogadro relativo alla molecola (Volumi uguali di gas diversi, nelle medesime condizioni di temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di MOLECOLE) per il chimico svedese Berzelius (1779 – 1848) era l’atomo (Volumi uguali di gas diversi, nelle medesime condizioni di temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di ATOMI). L’atomo, infatti, per il primo postulato
della teoria atomica di Dalton nelle reazioni chimiche essendo indivisibile, non forniva corrispondenza tra i risultati sperimentali e quelli teorici. Avogadro continuò la sua attività scientifica ad ampio spettro all’incirca fino al 1841. La sua morte avvenne nel 1856 un mese prima che compisse 80 anni. (Alcune informazioni storiche da “Marco Ciardi, Oltre l’ipotesi. Avogadro scienziato del suo tempo”,“la Chimica e l’Industria on line, Anno X, n. 3 – 2026”, e da Francesco Giuliano, Radici siciliane. La corda ingenua di sei grandi personaggi tra storia e immaginazione, La Bussola, 2024)
Francesco Giuliano
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