La luce e l’onda Cosa significa insegnare? Massimo Recalcati
Il desiderio è una potenza che allarga l’orizzonte della nostra vita. Non è tanto importante avere una vita lunga. Importante avere una vita ricca, ampia, larga, una vita animata, scossa, resa più viva dal desiderio. (Massimo Recalcati).
Già in un altro libro, L’ora di Lezione (2014), lo psicanalista Massimo Recalcati ha esaminato, in una prospettiva ampia e problematica, temi riguardanti l’insegnamento, la scuola e la figura dell’insegnante. In questo ultimo volume La luce e l’onda. Cosa significa insegnare? (Einaudi editore), l’autore affronta di nuovo, e in maniera originale, la pratica dell’insegnamento, il problema della scuola e l’importanza del maestro come figura fondamentale e significativa nel processo formativo, che può cambiare il destino di una vita e lasciare un segno indelebile.
Nell’azione educativa e didattica il vero maestro, come amante del sapere, oltre a trasmettere il sapere, trasmette il desiderio di sapere ai suoi alunni. Insegnare è un atto politico etico e anche poetico. Non si tratta soltanto di trasmettere informazioni, ma di formare persone libere, capaci di pensare e di trasformare il mondo.
L’incontro con un maestro è sempre una esperienza di grazia. Apprendere non significa semplicemente acquisire, immagazzinare nozioni ma produrre «effetti di soggettività» di un sapere nuovo, che diviene possibile solo a partire dall’incontro del Soggetto con l’Altro, come afferma il filosofo francese Louis Althusser.
Nel libro l’azione del maestro viene rintracciata attraverso le figure simboliche della luce e dell’onda. La metafora della luce e dell’onda è ispirata da uno dei maestri di Recalcati, Gilles Deleuze. Luce in quanto ogni maestro allarga l’orizzonte del mondo e della vita, mostra l’esistenza di spazi impensati e invisibili e chiarifica quello che per l’allievo è incomprensibile. L’onda costringe l’allievo a trovare un suo stile particolare perché ciò che si acquisisce nella scuola deve essere ripreso, riaperto, reinventato e risoggettivato in maniera creativa.
La scuola ha il compito istituzionale, oltre di trasmettere saperi tecnici, più o memo specializzati, di contribuire a dare un forma particolare alla vita delle nuove generazioni, a non lasciare indietro coloro che corrono più lentamente, ad essere inclusiva e a favorire la capacità di pensare e di apprendere in modo criticamente soggettivo e a rendere il desiderio erotico di sapere, una forma viva della vita. La scuola è il luogo elettivo, primario di formazione della vita stessa.
In cinque densi capitoli, ben strutturati, Massimo Recalcati analizza puntualmente e riflette in maniera approfondita sulla Scuola-dispositivo e radura, sulla figura del Maestro, sulla Vita della Scuola, sull’Eclisse e resistenza alla Scuola e sull’Intelligenza artificiale.
Nel primo capitolo l’autore sottolinea che uno dei compiti fondamentali di ogni insegnamento è mostrare che il sapere è strettamente legato alla vita, è fuoco che accende la vita e che il maestro ha il compito di appassionare allo studio.
La scuola-dispositivo, con i sui orari, calendari, programmi, valutazioni e prove, deve aprirsi alla scuola-radura fatta di apertura, di esperienze di libertà e di luce e il compito del maestro, nella sua pratica didattica, è quello di liberare con la sua parola luminosa il sapere dai lacci della scolarizzazione, di portare ossigeno, aria pura e respiro dentro il dispositivo scolastico disciplinare. Diversamente la scuola diventa una macchina burocratica che, anziché contribuire alla formazione della vita e alla trasmissione viva del sapere, semina frustrazione, noia e abbrutimento perché stronca, abbatte e mortifica il desiderio di sapere.
Andare a scuola significa incontrare l’universo dei libri che possiamo leggere, e leggere libri rende possibile la lettura stessa della nostra esperienza del mondo e quindi della nostra vita. La lettura del libro apre la vita e nuovi orizzonti e il libro può diventare un oggetto capace di causare un desiderio di sapere, di accendere curiosità e di lasciare segni. Ogni libro è un incontro d’amore.
L’educazione alla lettura, anche in un mondo digitalizzato, resta la pietra angolare di ogni scuola. Non c’è educazione se non c’è la parola di un maestro. Solo la testimonianza dell’insegnante e della sua parola può accendere (o spegnere) il desiderio di sapere negli allievi. Il libro può arrecare luce ed essere un’onda.
Nel secondo capitolo Recalcati pone un nuovo sguardo sul ruolo del Maestro perché nel processo formativo l’allievo deve passare dal maestro-educatore. Nella scuola non esiste didattica senza rapporto del Soggetto con l’Altro, con il maestro, che ha il compito di lasciare traccia indelebile del desiderio di sapere. Il maestro, nel percorso di crescita dei suoi allievi, è al tempo stesso luce e onda.
La parola del maestro ha il potere, non di comandare, ma di illuminare, tenendo conto che la chiarezza è una qualità fondamentale di ogni magistero e che il sapere è sempre esposto all’inciampo, al dubbio e alla rettifica continua e non esclude l’ombra. Il maestro è colui che spinge verso l’onda e che costringe l’allievo a inventare un suo stile suscitando anche angoscia di fronte all’assenza di garanzie. È importante fare non come il maestro, imitandolo, ma con il maestro che costringe l’allievo a trovare, nella solitudine dell’impatto con l’onda, il suo stile soggettivo, la sua attitudine e la sua inclinazione singolare. È necessario avere gratitudine verso il maestro e camminare con le proprie gambe perché insegnare significa alimentare il desiderio di sapere, «rendere – con la ripetizione didattica – ogni volta anche il già detto nuovo».
Il sapere che il maestro trasmette non deve essere sganciato dal desiderio di sapere. Insegnare con autorità significa trasmettere con la sua parola luminosa il desiderio del sapere nei suoi allievi.
Nel terzo capitolo l’autore si sofferma su La vita della Scuola e sostiene che il sapere della scuola non è solo un accumulo di nozioni o di informazioni suddiviso per discipline specialistiche, ma è innanzitutto il luogo di un incontro che allarga l’orizzonte del nostro mondo. Il carisma del maestro consiste nel suscitare e alimentare il senso critico dei suoi allievi, necessario in ogni processo di formazione, senza cancellare il senso di rispetto e di gratitudine verso di lui. Il compito primario di un insegnante difficile – come diceva Pasolini – è «svegliare nell’alunno la coscienza dell’intelligenza (di qui lascerà la voglia di studiare)», di alimentare la curiosità, di accendere il fuoco del desiderio di un sapere nuovo e non di ridurre e semplificare l’accesso al sapere.
Nel quarto capitolo Eclisse e resistenza della Scuola Recalcati sostiene che la nostra epoca è caratterizzata dalla crisi radicale in cui versa il discorso educativo. È palese oggi il disagio della scuola che si manifesta nello sbandamento di ogni normatività, dalla perdita di autorevolezza simbolica degli insegnanti che sono oltraggiati e umiliati dai genitori che, incapaci di assolvere adeguatamente il loro compito educativo, si schierano, nella maggior parte dei casi, a favore dei figli. Gli insegnanti non hanno più un prestigio sociale, una autorità educativa, sono declassati nella loro reputazione e funzione pubblica.
Ci troviamo oggi di fronte alla disgregazione della famiglia, al lassismo educativo dei genitori e anche allo smarrimento del discorso educativo. Pertanto occorre ripensare la vita della Scuola perché la vera vita non è disgiunta dal desiderio di sapere e perché la parola dell’insegnante ha il compito di trasmettere il desiderio di sapere, la passione per la conoscenza e di portare con sé il fuoco del desiderio.
Nell’ultimo capitolo l’autore affronta la problematica dell’Intelligenza artificiale sempre più invasiva che impedisce l’esperienza dell’assenza e del vuoto essenziale per la genesi del pensiero generativo e creativo, per l’apprendimento e la formazione di una intelligenza critica. . Il libro La luce e l’onda. Cosa significa insegnare? di Massimo Recalcati offre spunti per ripensare la missione educativa, ricordandoci che la scuola non forma solo conoscenze, ma contribuisce a dare forma alle vite e alle identità degli studenti. La scuola, nella sua struttura laica, come comunità aperta all’orizzonte illimitato della vita, non va vissuta come un luogo sterile di trasmissione di informazioni e di competenze; essa, soggetto collettivo e luogo di formazione alla vita della democrazia, ha una importanza decisiva per il futuro del nostro Paese e per la formazione della vita dei nostri figli.
Nelle 149 pagine, l’autore riflette anche sull’impatto unico che ogni maestro può avere nel percorso di crescita degli studenti, sottolineando come sia al tempo stesso luce e onda. Il maestro illumina nuovi orizzonti di conoscenza per stimolare la scoperta personale, ma è anche un’onda che pone l’allievo di fronte a ostacoli, differenze e limiti, spingendolo a trovare il proprio stile autentico e personale. Se nella scuola non sono presenti entrambe queste tensioni, quella che apre e quella che resiste, il sapere perde vitalità e significato.
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