La Tragedia di Firenze : La trave è stata realizzata male ? Si cerca ancora il 5° operaio sepolto. Due lavoratori non erano in regola

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La trave che ha ceduto era lunga 20 metri e pesante 15 tonnellate. Né crepe né scricchiolii, è venuta giù all’improvviso. È stata progettata male? Realizzata male? Posata male? Era di materiale scadente? Per rispondere a queste domande la procura di Firenze comincia dall’azienda che, appunto, l’ha progettata e costruita. Si tratta dell’abruzzese Rdb, leader nel settore dei capannoni prefabbricati industriali con tre sedi: a Piacenza, Atri (Teramo) e Caserta. E proprio negli uffici di Atri, la sede centrale, ieri si sono presentati gli agenti della polizia postale dell’Aquila per acquisire documentazione sull’appalto fiorentino.
Ricordiamo di cosa stiamo parlando: il crollo nel cantiere dell’Esselunga in costruzione, a Firenze, che settimana scorsa ha ucciso cinque operai (un italiano, tre marocchini e un tunisino) e ne ha feriti altri tre (tutti romeni).
Venerdì mattina alle 8.52 — nell’ex Panificio militare dove è in costruzione una Esselunga — viene giù dal terzo piano una trave che trascina con sé i solai e le travi dei piani inferiori. Cinque operai vengono seppelliti, i tre che lavorano al terzo livello si salvano per un soffio. La trave in cemento armato è prefabbricata e, si saprà più tardi, è stata consegnata in cantiere quella stessa mattina, poco prima del crollo. Ora. Com’è ovvio che sia, l’attenzione degli inquirenti è tutta per i motivi che hanno causato il cedimento, e quindi la prima delle aziende sulle quali si sono concentrati è la Rdb Italprefabbricati che l’ha prodotta. Le imprese che hanno avuto accesso al cantiere della strage (alcune anche soltanto per un giorno) sono 61, metà delle quali sono ditte individuali. Molte di loro probabilmente saranno irrilevanti per l’inchiesta ma di sicuro non lo sarà l’azienda abruzzese e, come lei, nemmeno le altre che si sono occupate di assemblare travi e piloni nel cantiere e le società che si sono occupate, invece, della gettata di cemento (venuta giù con tutto il resto) all’ultimo piano dell’edificio in costruzione.

La procura di Firenze ha aperto un procedimento penale (al momento senza indagati) per omicidio colposo plurimo e crollo colposo. Imponente la mole di documenti che in queste ore la polizia giudiziaria sta acquisendo dalle varie società. Fra le altre carte anche quelle sulle travi non coinvolte dal crollo e tutto ciò che riguarda la filiera dei subappalti a cascata. Uno dei punti più importanti da chiarire è se la trave sotto accusa fosse stata o meno posizionata al momento del crollo. La stessa Rdb sosterrebbe (così riferisce un servizio del Tg regionale dell’Abruzzo) che «il personale della ditta non aveva ancora concluso il fissaggio della trave quando operai di un’altra società avrebbero avviato la gettata di cemento nella stessa area, all’ultimo pianto della struttura».
Gli irregolari
Subito dopo la tragedia gli investigatori hanno acquisito il registro di cantiere dove sono annotati tutti i movimenti, gli ingressi e le uscite di persone e mezzi. Servirà a fare chiarezza sulla presenza di eventuali lavoratori irregolari. Secondo le prime indagini uno degli operai morti non aveva il permesso di soggiorno perché non gli era stato rinnovato nel 2020 e quindi, senza quel permesso, non può che aver lavorato in nero. Un dettaglio non fondamentale dal punto di vista dell’inchiesta sulle cause della strage ma centrale per mettere a fuoco irregolarità contrattuali.

C’era poi un secondo operaio non in regola: nel senso che si era visto respingere la domanda di protezione internazionale nel gennaio 2023 ma contro quel provvedimento — emesso dalla commissione prefettizia di Brescia — aveva fatto ricorso e il procedimento risulta ancora pendente. E mentre i vigili del fuoco cercano ancora il corpo del quinto lavoratore sotto il cumulo delle macerie, sono in corso anche accertamenti della Asl sulle mansioni dei singoli operai e inoltre, secondo le denunce dei sindacati, molti dei lavoratori di quel cantiere non erano inquadrati con contratti del settore edile ma con quello dei metalmeccanici, meno impegnativo soprattutto riguardo ai corsi di formazione.


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