L’Amore Vero Non Picchia, Non Urla, Non Uccide. L’Amore è Vita

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Sono 82 le donne uccise nel Lazio, tra il 2019 e il 2025. Nove in provincia di Latina, e di queste ultime sei sono state vittime di femminicidi consumati da nord a sud del territorio, gli ultimi dei quali risalgono al 2024 e sono quelli di Renée Amato e Nicoletta Zomparelli, madre e figlia uccise per mano di Christian Sodano, il ragazzo che Desirée, l’altra figlia della donna, voleva lasciare.

Nel 2024, 426 casi di maltrattamenti denunciati
Sessantotto sono invece i casi registrati nella città e nella provincia di Roma, due a Frosinone e Viterbo, uno a Rieti. Si tratta di dati Eures, che le donne della Uil di Latina hanno elaborato in un documento presentato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Dietro alle morti, resta il mare delle violenze fisiche e psicologiche, consumate spesso fra le mura domestiche o negli ambienti familiari: nel 2024, nella provincia pontina, i casi denunciati di donne maltrattate sono stati complessivamente 426, in aumento rispetto ai 360 del 2023. Oltre uno al giorno. Ma è un conto da cui certamente resta fuori ancora una grande parte di sommerso.

Violenza sulle donne: “Il consenso ignorato”
I numeri contenuti nel documento redatto dalle donne della Uil di Latina, approvato durante la recente consulta territoriale del sindacato, testimoniano di fatto quanto sia ancora radicata nel tessuto sociale una visione distorta delle donne, frutto di una cultura patriarcale e violenta, di controllo e assoggettamento. “Quando una donna non accetta questa visione – commenta Francesca Toselli, della Uil Latina – l’uomo esercita la sua violenza fisica per affermare il suo potere”. Tema centrale, per il sindacato, è quello del consenso, “che continua ad essere frainteso e ignorato”. E in questa ottica il richiamo è anche ai casi nazionali e internazionali balzati sulle cronache, quelli di Giselle Pellicot in Francia, di Pamela Genini in Italia, e anche dei gruppi Facebook come “Mia moglie” e di altri siti che diffondono immagini intimi consensuali delle donne. “Qui, ancora una volta, il corpo della donna viene esposto, scambiato, sfruttato e violato senza alcun rispetto per la volontà e la dignità della persona coinvolta – commenta ancora Francesca Toselli – La recente introduzione anche in Italia del concetto di consenso all’interno della definizione di stupro è un principio fondamentale che deve guidare l’evoluzione culturale di tutti gli italiani”.

Il silenzio degli uomini è la voce della violenza
Non basta però rifiutare la violenza, occorre che gli uomini prendano una posizione netta e chiara. “Occorre agire e sostenere questa lotta – prosegue Toselli – Voltarsi dall’altra parte significa alimentare la violenza. Sotto questo aspetto lo slogan scelto dalla Uil per questo 25 novembre è emblematico: il silenzio degli uomini è la voce della violenza. Non a caso il dato più grave – recita il documento delle donne della Uil di Latina – resta l’esiguità delle denunce: soltanto una su dieci si rivolge alle forze dell’ordine, perché le donne non si sentono ancora protette, credute, sostenute. Oggi più che mai la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne deve ricordare a tutti noi che la violenza di genere non è un fatto privato ma dell’intera società. Chi sceglie di non vedere, contribuisce a mantenerla viva. E’ tempo di rompere il silenzio. E’ tempo di cambiare”.

 


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