L’angolo delle curiosità

206

L’angolo delle curiosità: Personaggi di ieri e di oggi 

Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
Ma pochi di essi se ne ricordano.
Antoine de Saint-Exupéry

         Il ricercatore e sociologo Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, ha radiografato la società italiana misurandone le paure, i desideri, le oscillazioni economiche e le derive culturali. Ha osservato l’Italia con la precisazione di un botanico. Non è stato mai un tecnico dei dati, ha raccontato l’Italia dell’individualismo esasperato, della crisi politica della rappresentanza, dell’impoverimento culturale. Con il suo linguaggio ha coniato immagini del nostro Paese parlando di “energia molecolare, di “ceto medio riflessivo”, di “desertificazione simbolica”.

         Giuseppe Dossetti (1913-1996), reggiano, uomo politico e padre costituente, poi prete a Bologna (fu teologo di Lercaro al Vaticano II, in cui svolse un ruolo importante), e quindi monaco nella Piccola Famiglia dell’Annunziata  comunità monastica da lui fondata. Una famosa raccolta dei suoi scritti, molto incisivi, ha come titolo La parola di Dio come seme di vita e di fede incorruttibile che genera e conserva e fa crescere il cristiano e l’intero popolo dei fedeli, la Chiesa.

         Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937 – Roma, 11 luglio 2025) critico, scrittore, saggista, giornalista, intellettuale militante dei Quaderni rossi ha avuto come maestro Danilo Dolci, il “Ghandi di Sicilia”. Ha lasciato ai suoi lettori una trilogia postuma pubblicata da Feltrinelli: Le nozze coi fichi secchi, Strade maestre, Ritratti di scrittori italiani, Arcipelago Sud. Giovane eugubino si trasferì prima a Roma e poi a Trappeto per seguire il sociologo, educatore e attivista della non violenza, Danilo Dolci per portare vanti le lotte per la povertà, la mafia e l’ingiustizia, è vissuto tra i contadini di Partinico per imparare direttamente la lezione e le tecniche di non violenza, dopo quelle apprese dal suo corregionale Aldo Capitini, il filosofo della pace.

         Paolo Villaggio, attraverso il cinema, ha inventato il personaggio del ragioniere Fantozzi che rappresenta un assortimento di vizi italiani.  Fantozzi è un uomo incapace, goffo e servile che subisce continui fallimenti e umiliazioni, portato a fare gaffe e a sottomettersi ai potenti. Nei suoi film, secondo Federico Fellini, la cosa più nuova era il linguaggio; per il regista l’attore ha ampliato e modificato la lingua italiana. La sua fortuna è dovuta alla capacità di deformare il linguaggio quotidiano. L’Italia  oggi parla, con i suoi aggettivi, le iperboli ed espressioni proverbiali, ancora in maniera fantozziana. La lingua dei personaggi inventati da Paolo Villaggio, come l’aggettivo megalattico, l’espressione servili auguri per un distinto natale e uno spettabile anno nuovo, oppure l’uso dei congiuntivi venghi, vada, si è radicata in profondità e a distanza di tanti anni è ancora stabile e vitale.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.