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L’angolo delle curiosità. Cinema

Se non avessi visto tanti capolavori italiani, come ad esempio «Ladri di bicicletta» di De Sica, non sarei un regista oggi. Il cinema deve essere pieno di empatia, come quella dei grandi maestri italiani. Roy Andersson

 Roberto Rossellini ha girato con la macchina a mano il film storico-drammatico (1966) La presa di potere da parte di Luigi XIV. Prodotto dalla tv pubblica francese, fu la prima tappa del grande progetto rosselliniano di un nuovo cinema educativo.

Liliana Cavani, assieme a Lina Wertmüller, è la decana delle registe italiane. Laureata in Lettere antiche e Filologia a Bologna, ha frequentato a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia, che è stato una palestra preziosa. Il capolavoro della sua carriera è Il portiere di notte che fu censurato perché considerato un film pornografico perché c’è una scena di sesso in cui la dona sta sopra all’uomo.

La filmografia di Ingmar Bergman, come molta letteratura (Martin Heidegger, Kal Jasper, Jean, Paul Sartre) si è intessuta del silenzio di Dio come scandalo giungendo a esiti spesso irreligiosi o comunque dal grande senso di impotenza.

Ettore Scola è stato un regista italiano schivo e refrattario alla mondanità. Al centro di molti suoi film (Una giornata particolare, C’eravamo tanti amati,  Brutti, sporchi e cattivi, La famiglia) si racconta anche la storia d’Italia.

Bernardo Bertolucci, figlio del poeta Attilio, regista di film importanti come Novecento, L’ultimo imperatore, Ultimo tango a Parigi, è stato prescelto dallo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, all’età di 17 anni, come aiuto-regista nel film Accattone.   

Nel film Un giorno in pretura (1953) regia di Steno l’attore Alberto Sordi che rappresenta un giovanottone in jeans e maglietta bianca, viene lasciato nudo dagli amici mentre nuota nella marana e arrestato per offesa al pudore.

Nel film del regista Mario Monicelli I soliti ignoti (1958), scritto da Age e Scarpelli, l’attore Vittorio Gassman interpretò il personaggio di Peppe er Pantera. Questo film segnò una svolta non soltanto nella carriera cinematografica di Gassman , ma anche l’inizio di quella che sarà definita «commedia all’italiana», che meravigliò il mondo.

Nel film I soliti ignoti figure preminenti, accanto a Vittorio Gassman, c’erano grandi attori come Marcello Mastroianni, Renato Salvatore, Claudia Cardinale e  caratteristici come Carlo Pisacane (l’ex fantino Capannelle perennemente affamato, e Tiberio Murgia, il siciliano che Monicelli fa diventare il siciliano Ferribotte, gelosissimo della sorella.

Il film di culto Il laureato del regista Mike Nichols (1967), interpretato da Dustin Hoffmann e Anne Bancroft, è stato tratto dal libro omonimo (1963) dello scrittore statunitense Charles Webb. Protagonisti furono il giovane e disilluso Ben e la seduttiva e matura Mrs Robinson, complici di una inquieta e segreta relazione: icone della cultura americana.

Il regista e sceneggiatore napoletano Pappi Corsicato si è dedicato negli ultimi anni alla regia di documentari sull’arte grazie all’aiuto e alla collaborazione di Mimmo Paladino e di altri famosi artisti come Mario Mertz, Rauschenberg e Kapoor.

Derek Jarman è stato uno scrittore britannico, scenografo, pittore, regista visionario e direttore della fotografia. Un artista multiforme, quasi rinascimentale, che ci ha regalato lavori controversi e sempre anticonformisti.

 

 

 

 


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