L’angolo delle curiosità: Pier Paolo Pasolini

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Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura. (Pier Paolo Pasolini)

         Secondo il critico letterario Alfonso Berardinelli l’odio, il disprezzo, l’ostilità di cui Pasolini fu oggetto non riguardavano il suo essere poeta, quanto piuttosto l’essere stato un geniale e radicale critico della società del suo tempo.

         Secondo il saggista Filippo La Porta Il discorso di Pasolini, in forma di appello o requisitoria, si rivolgeva al cuore di tutti, anche a chi era escluso dal ceto “riflessivo” o intellettuale proprio perché formulato in termini poetici, figurati, affidati alla immediatezza di metafore semplici e potenti.

         Secondo la scrittrice Elsa Morante la diversità di Pier Paolo  Pasolini non era nell’essere omosessuale. «La sua vera diversità era la poesia. /É quella l’ultima ragione del loro odio/perché i poeti sono il sale della terra/e loro vogliono la terra insipida».

         Secondo il pianista, compositore e direttore d’orchestra, Nicola Piovani Pier Paolo Pasolini è stato «Un intellettuale che alzava lo sguardo oltre il perimetro visibile, che guardava la realtà oltre le apparenze, che varcava le colonne d’Ercole del sapere, mettendo in conto anche il rischio del naufragio».

         Pier Paolo Pasolini è stato un poeta, scrittore, regista, ma anche un intellettuale autentico, un profeta che amava il passato, la tradizione italiana in un modo struggente.

         Attraverso i due romanzi di Pasolini  Ragazzi di Vita e Una Vita Violenta è possibile entrare nella realtà post-bellica delle borgate romane e dei ragazzi che le popolano; è possibile immergersi in uno spaccato di periferia intrisa di povertà assoluta ma anche di geniali ed esilaranti espedienti per tirare a campare tipici dello spirito goliardo e spensierato dei suoi abitanti.

         Il Friuli per il giovane Pier Paolo Pasolini è stato il «il luogo dell’anima» per la scoperta del mondo contadino e popolare. Non a caso la prima opera pasoliniana a essere pubblicata fu, nel 1942, la raccolta di versi in friulano Poesie a Casarsa.

         Un altro luogo di formazione di Pasolini fu la città di Bologna dove frequentò il liceo classico Galvani  e poi la facoltà di Lettere dell’Alma Mater. In questa fase della vita Pasolini ebbe un intenso rapporto con il capoluogo emiliano con la prima grande città in cui è vissuto per alcuni anni prima di trasferirsi nella capitale, a Roma.

         Uno studio basato su inediti documenti d’archivio ha ricostruito gli anni trascorsi a Bologna e il rapporto dello studente Pier Paolo con il fascismo

         Alla fine del 1947 il giovane  Pier Paolo Pasolini si iscrisse al Partito Comunista Italiano (Pci) partecipando attivamente alla vita del partito; segno della sincerità del suo pur tormentato e contradditorio comunismo.

 

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