Dante è profeta di speranza e testimone del desiderio di infinito insito nel cuore dell’uomo.
Papa Francesco
Nel 1302 Dante Alighieri apprese, mentre si trovava a Siena, che era stato condannato all’esilio e alla multa di 50 fiorini per baratteria (corruzione), frode, falsità ed esclusione dai pubblici uffici, ai quali era iscritto come appartenente all’Arte dei Medici e degli Speziali.
Dopo la condanna incominciò per il poeta, percorrendo medievali sentieri sterrati e strade bianche lungo gli argini di fiumi, una vita da nomade in varie parti d’Italia. Lo troviamo esule a Verona, in Lunigiana, forse a Lucca, a Forlì e sicuramente nel Casentino e infine a Ravenna, ospite di Guido da Polenta, padre di Francesca, cognato di Paolo Malatesta, gli amanti famosi del V Canto dell’Inferno.
A Poppi nel Castello dei Conti Dante scrisse a nome dei Signori una Lettera di appello ad Arrigo VII affinché restaurasse l’autorità imperiale. .
Il viaggio di Dante nell’oltremondo, secondo molti studiosi, fu intrapreso nella notte tra il 7 e 8 aprile del 1300, data corrispondente al venerdì santo di quell’anno.
Il monumento in omaggio a sommo poeta Dante Alighieri, in piazza Santa Croce, a Firenze, vicino alla basilica di Santa Croce, è opera dello scultore italiano Enrico Pazzi realizzata nel 1865, in occasione delle trionfali celebrazioni per il seicentenario dantesco, che coincisero col primo anno di Firenze Capitale.
Dante all’inizio della seconda cantica della Divina Commedia s’inventa un pretesto per incontrare il suo amico musico, Casella, che apostrofa con le seguenti parole: «Casella mio, per tornar altra volta là dov’io son, fo io questo viaggio» diss’io: «ma a te com’è tanta ora tolta» (Purgatorio, II canto vv. 91-93).
La Divina Commedia è intrisa di rimandi delle Sacre Scritture. Lo studioso Edward Moore, che ha fatto il calcolo di questi riferimenti diretti o indiretti ne ha scovati ben 588. Nei 14.223 endecasillabi che compongono i 100 canti del capolavoro poetico di Dante vi sono molte citazioni tratte dai Salmi soprattutto nel Purgatorio.
I primi passi del viaggio del poeta e del suo poema, nell’aldilà, sono collocati il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo, data simbolica dell’Incarnazione del Verbo di Dio, nel grembo di Maria,
Uno degli elogi principali, rivolti all’uomo, Dante Alighieri, riguarda l’essere considerato un poeta cristiano che ha cantato, con accenti quasi divini, gli ideali cristiani dei quali ha saputo contemplare con acume la bellezza e lo splendore.
Un termine chiave di tutta la poetica dantesca e il verbo transumanar, un neologismo che non è stato più usato nella nostra letteratura per secoli fino ad arrivare a Pier Paolo Pasolini che lo ha utilizzato, nel 1971, come titolo di una sua raccolta poetica.
Il papa Montini, Paolo VI, nel 1965 alla conclusione dei lavori del Concilio Vaticano II, donò a tutti i Padri conciliari un’edizione artistica (una copia illustrata) della Divina Commedia. Inoltre firmò la lettera apostolica Altissimi Cantus con la quale istituì presso l’Università Cattolica di Milano una cattedra di studi danteschi.
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