L’angolo delle curiosità sulla città di Latina e sul territorio pontino (10)
L’esplorazione non significa solo scoprire nuovi territori. Ma è pure un atteggiamento dello spirito umano con cui ci interessiamo a ciò che non conosciamo.(Bertrand Piccard)
Il razionalismo è stato un movimento architettonico, durato dagli anni Venti del secolo scorso al 1940, che ha realizzato un importante rinnovamento e notevoli capolavori con numerosi edifici. Si è manifestato prevalentemente in tre città, Milano, Como e Roma, dove hanno agito i fondatori e i maggiori esponenti: Giuseppe Pagano, Giuseppe Terragni e Adalberto Libera. La città ideale del razionalismo ripercorre il cardo e il decumano della romanità.
Il razionalismo, secondo lo scrittore e giornalista Fabio Isman, ha regalato opere divenute iconiche. Ma presto è stato soppiantato dall’architettura di regime: quella più enfatica del Ventennio fascista.
Lo storico dell’Architettura Giorgio Ciucci ha scritto che: «Lo “stile littorio” è tipico della “nazione dai destini imperiali” con archi e colonne, simboli riconosciuti e senza tempo della romanità»
Nel Lazio le città di nuova fondazione (Littoria-oggi Latina, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia) sono nate dal nulla. In un territorio paludoso e malarico. Latina, con le quindici borgate, è stata la prima città costruita nel 1932 ad opera di Oriolo Frezzotti che ha redatto il Piano Regolatore in una sola notte. Tutti i principali uffici pubblici erano razionalisti: la Casa del fascio, l’Opera Balilla (ora Museo Cambellotti), il Palazzo M, il Palazzo delle Poste, l’edifico dell’ Opera Nazionale Combattenti (ora Museo della Terra pontina).
Dal balconcino della Torre del Comune di Littoria, il duce Benito Mussolini pronunciò il suo discorso davanti a una immensa popolazione di persone, soprattutto coloni, provenienti dal Veneto, dalla Marche e dall’Emilia Romagna e dai paesi limitrofi dei Monti Lepini.
Lo scrittore pontino Antonio Pennacchi nelle sue preziose ricerche storiche ha contato 147 nuove città di fondazione che sono state costruite, oltre che nel territorio laziale, anche in altre territori, dalla Dalmazia alla Sardegna.
Il bolognese ingegnere e architetto Angiolo Mazzoni (1893- 1979), durante il periodo fascista ha realizzato molti edifici postali, tra i quali anche quelli di Latina e di Sabaudia. I colori del Palazzo delle Poste di Sabaudia (1934) sono quelli del mare al tramonto (un blu Savoia). Dopo la guerra, per l’appoggio pubblico dato al regime fascista, Mazzoni si ritiro in esilio in Colombia fino al 1963.
Sabaudia l’unica città di fondazione pontina, costruita sul mare, inaugurata da Benito Mussolini il 15 aprile 1934, nel corso degli anni ha ospitato personaggi illustri come Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Mario Schifano. In questa cittadina, sul lungomare tra le dune, famosa è anche la Villa Volpi, costruita negli anni Cinquanta, di stile neoclassico.
Nella chiesa dell’Annunziata a Sabaudia, città ritenuta tra i migliori disegni dell’architettura razionalista, si trova una cappella voluta dalla regina Margherita per il re Umberto I. Sulla facciata in un mosaico è rappresentato Mussolini che trebbia le messi.
Per la costruzione di Sabaudia furono incaricati quattro giovani architetti, sostenuti da Piacentini: Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato e Alfredo Scalpelli. Nell’architettura di questa città di fondazione sembra di trovarsi in una Piazza d’Italia dipinta dal pittore Giorgio De Chirico. Secondo l’architetto e urbanista Bruno Zevi Sabaudia è «strettamente opposta alla magniloquenza di Littoria o al falso folclore degli stili minori di Pontinia o di Aprilia».
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