L’angolo delle curiosità sulle donne

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L’angolo delle curiosità sulle donne (9)

Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.                    Rita Levi Montalcini        

         Natalia Ginzburg nata a Palermo nel 1916 è una delle più grandi scrittici italiane; ha esordito nel 1942 con La strada che va in città, raccolta di racconti scritti durante il confino e pubblicati con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte. Sposata con Leone Ginzburg, ne ha seguito le vicissitudini ed è stata al confino durante il regime fascista. Il libro Lessico familiare (1963) ha vinto il Premio Strega. Ha inoltre pubblicato tre volumi di prose (Le piccole virtù, Mai devi domandarmi, Vita immaginaria) e due di teatro.

         Etty Hillesum scrisse all’inizio il suo Diario su suggerimento del suo analista per sciogliere i suoi grovigli interiori; pian piano il suo scritto però diventò non solo lo strumento per descrivere ciò che accadeva e per registrare ciò che sentiva e pensava nel campo di Westerbork, ma anche il modo per invitare «chiunque a credere che al male sia possibile rispondere con il bene, all’odio con l’amore».

         Anna Balabanoff è stata una delle grandi figure di donne rivoluzionarie nella prima metà del Novecento. Di origine russa (morta a Roma) fu segretaria dell’Internazionale, ma visse in più paesi europei, in fuga dallo zarismo, fu una organizzatrice politica multilingue. Fu inoltre amante del giovane Mussolini al tempo in cui era pari a lui nella direzione del Partito socialista e dell’Avanti. Nel 1945 scrisse un pamphlet dal titolo Il traditore (per le edizioni del rinato “Avanti”) nel quale descrisse i limiti caratteriali e morali del duce, il suo narcisismo e il suo spregiudicato opportunismo

         Maria Teresa di Calcutta, religiosa indiana di origine macedone è stata proclamata Premio Nobel per la pace (1970) e canonizzata, ad opera del papa Francesco in piazza San Pietro, il 4 settembre 2016.  Ha trascorso la sua vita nei quartieri urbani degradati, nelle bidonvilles della città di Calcutta tra malati ed emarginati di ogni genere.

         La filosofa e accademica Laura Boella, nel libro Cuori pensanti. Cinque brevi lezioni di filosofia per tempi difficili, ha scritto: «La politica è, per Hannah Arendt, una dimensione esistenziale, attraverso ogni forma di attività e di esperienza, non è tecnica di governo, ma arte e piacere di abitare il mondo insieme ad altri, coraggio di esporsi allo sguardo altrui, di scambiare idee e parole».

         La filosofa francese Simone Weil, dopo una breve esperienza di insegnamento, decise, prima di lavorare in una officina Renault, di partire per la Spagna e di partecipare alla guerra. Gli ultimi anni della sua vita furono tormentati perché, a causa della sua malattia, non poté partecipare attivamente alla resistenza antinazista in Francia. Simone Weil ha voluto essere presente con il suo corpo sofferente e con il suo cuore pensante nei luoghi più contradditori della sua epoca.

         Edith Stein, filosofa fenomenologa e allieva di Heidegger, non venendo mai meno al suo rigore intellettuale, divenne monaca carmelitana e cercò sempre di mostrare lo stretto legame tra la conoscenza filosofica e il cammino interiore verso l’assoluto.

         Adriana Zarri (1919-2010) è stata un scrittrice, teologa ed eremita la cui avventura umana e spirituale si è ben radicata nel cuore del Novecento. Infatti negli anni Quaranta è stata impegnata nella compagnia di San Paolo che lasciò per una vita secolare. Negli anni Cinquanta allacciò contatti con le «avanguardie cattoliche» impegnate a smuovere il cristianesimo “statico” e “rugiadoso” della chiesa di Pio XII. Negli anni Sessanta della maturità visse con emozione e passione la stagione del Concilio Vaticano II e dagli anni Settanta scelse la vita eremitica fino alla fine dei suoi giorni. Nel suo monachesimo non istituzionale partecipò a importanti battaglie civili (divorzio, aborto).

 

 

 


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