Latina, amarcord. Si parla molto in città in questi giorni dello scrittore e giornalista Giordano Bruno Guerri. In pochi ricordano nel 1985 l’uscita del libro a sua firma “Povera santa povero assassino La vera storia di Maria Goretti”. Tante le dure polemiche da parte del mondo cattolico italiano che osteggiò le tesi del Guerri. LA vicenda finì con grande risalto sul telegiornale di punta di Canale 5. Il libraio Francesco Forghieri – titolare della notissima libreria la scolastica in via Emanuele Filiberto – rilasciò un’intervista a un giornalista giunto appositamente nel capoluogo pontino chiedendo il ritiro del volume dal commercio in quanto offendeva una figura carismatica e amata come Maria Goretti. Ne inviò alcune copie alle autorità ecclesiastiche, sollevò un caso che fece scalpore. Leggo dal sito internet della casa editrice Bompiani: Nella seconda sezione del llibro – Il martirio – l’autore descrive la triste vicenda di Maria Goretti. Trasferitasi dalle Marche in quel luogo spaventoso, alla fine dell’Ottocento, la bambina vive una vita di stenti. Per quanto riguarda la sua devozione, «è impossibile credere che un bambino possa disporre di una religiosità lucidamente acquisita e coscientemente vissuta, tanto più se si trova nelle condizioni di Maria. Quella poca e superficiale che Maria aveva era indotta e accettata come componente essenziale dell’ambiente in cui viveva», ed è anche l’unica risposta possibile alla miseria umana intorno a lei. L’altro protagonista del “martirio”, l’assassino Alessandro Serenelli, è un giovanotto frustrato che vive assieme al padre nella stessa abitazione di Maria, il quale proprio in tale clima sessuofobico e misero matura l’idea di violentare la ragazzina. Ciò porterà all’uccisione di Maria nel 1902, quando lei aveva 12 anni – e che dai primi resoconti non ha tracce inequivocabili di “eroico martirio”.
























