Latina è una città di destra ma… Vincerà Coletta o arriverà il miracolo di Calandrini?

1423

image
LATINA – Nella lunga notte tra domenica 5 e lunedì 6 giugno solo 45 voti hanno separato nello spoglio elettorale Nicola Calandrini da Damiano Coletta. I cittadini di Latina hanno così deciso, bocciando clamorosamente il candidato del Pd Enrico Forte, che sarebbero stati loro due a contendersi la poltrona di primo cittadino domenica prossima nel ballottaggio del 19 giugno. Alla fine dei conti il candidato di Fratelli d’Italia si è imposto su quello di Latina Bene Comune per 15.746 voti (22,18%) a 15.701 voti (22,11%).

Una vera e propria manciata di preferenze che lascia sostanzialmente apertissima la sfida che li vedrà protagonisti tra meno di tre giorni.
Ma il dato da cogliere è un’altro: Coletta ha raccolto 4060 preferenze più delle sue liste che si sono fermate al 17,34% (11.641 voti), mentre Calandrini ha perso 1226 voti rispetto alle liste che lo sostenevano che hanno raccolto il 25,28% delle preferenze (16.972 voti). Se sommiamo poi i voti delle liste di Coletta e quelle di Enrico Forte – nel voto ai partiti che è quello più propriamente politico in un’elezione amministrativa – allora possiamo osservare che la somma complessiva dei voti supera di poco il 40% (40,07% per la precisone).

Eccolo lì quel 40%, un dato da tenere bene a mente, perché nella sua espressione partitica, anche nel momento di maggior crisi del Centro Destra a Latina il Centro Sinistra non si scosta da quel dato, quasi lo stesso (37,79%) dell’ultimo ballottaggio del 2007: quello che vide contrapposti Vincenzo Zaccheo a Maurizio Mansutti.

Eppure c’è da chiedersi perché questa volta al ballottaggio le cose dovrebbero andare diversamente? Semplice perché il Centro Destra pur raccogliendo con le sue liste (Tripodi, Chiarato, Sovrani, Calvi, Savastano, De Monaco, Lemma e Calvani) il 59,17% dei voti non è più quel blocco granitico che era nove anni fa.
Sono passati due sindaci, Zaccheo e Di Giorgi, si sono alternati due commissari, Nardone e Barbato, ma soprattutto la città non è più quell’isola felice che accordava percentuali bulgare a chi il comunismo lo ha sempre combattuto.

Sporca, sciatta, stremata dalla crisi e con una voglia strisciante di cambiamento, anche solo per provare a vedere l’effetto che fa…

Troppe divisioni, troppe liti in un Centro Destra che non ha saputo ritrovare l’unità e che adesso arranca difronte alla spinta innovatrice di un movimento civico che è davvero trasversale.

È vero, Damiano Coletta è sempre stato un uomo di sinistra, ma il cardiologo parla ai cuori della gente, sopratutto a quei pezzi di destra che gia al primo turno si sono espressi a suo favore.
Pezzi di alta borghesia, elitè, ma pur sempre persone che mai e poi mai, in precedenza, avrebbero votato dall’altra parte.

Oggi invece quel voto appare quasi naturale per chi non si riconosce più in una classe dirigente che dopo vent’anni di governo non ha più l’appeal originario.

Servirà dunque un vero e proprio miracolo a Nicola Calandrini per ricomporre il quadro in frantumi. Lui è convinto di riuscirci, lo ha detto anche durante la nostra intervista in diretta streaming, ma l’impresa non è così scontata.
Aggiungiamoci poi che proprio mercoledì è arrivato il comunicato ufficiale di Forza Italia che invita l’elettorato moderato ad una scelta di radicale cambiamento ed ecco che il rebus è servito.
Indovinare oggi chi sarà il prossimo sindaco di Latina è un impresa quasi impossibile.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.