Cosa sta succedendo a Latina in un momento così difficile? Si discute di serie criticità, il dibattito e aperto ma sinora non si è giunti a nulla di positivo. Matilde Celentano intende giustamente riflettere, guardando al futuro con comprensibile preoccupazione.
Alcune forze politiche chiedono le sue dimissioni preferendo andare al voto anticipato. La maggioranza è spaccata da mesi. Tutte le componenti politiche e amministrative del capoluogo pontino dovrebbero riflettere attentamente e trovare un modo per superarle – tutti assieme – senza le croniche divisioni o polemiche. Mancano riflessioni sullo sviluppo della città, prevalgono distorsioni, pregiudizi, le opinioni sul web spesso sono ascoltate come verità accertate. Latina è talvolta priva di visioni e progetti che allarghino la conoscenza della città verso l’esterno, l’eccessivo localismo è un danno notevole. Una città piena di ricchezze paesaggistiche, culturali e sportive manca dell’ umanità di una volta, di valori, non riesce a badare a se stessa. Auspico la presenza di persone capaci che conoscano a fondo il territorio dove vivono e raccolgono voti.
A Latina un deciso cambiamento è possibile solo partendo da una coraggiosa presa di coscienza dei cittadini e degli amministratori comunali, cui dovrebbe seguire un confronto immediato per valutare la realtà e guardare alla crescita, allo sviluppo, all’ambiente, in un momento di crisi economica spaventosa. E’ indispensabile avere un identico scopo, confrontarsi liberi da giudizi e pregiudizi, lavorare insieme per fare bene, senza volere primeggiare o puntare all’incarico prestigioso, consapevoli delle proprie capacità e dei limiti. Essenziale il rispetto reciproco, lontano da offese, cercare fiducia, sicurezza e sostenibilità.
Puntare sulle nuove generazioni è fondamentale, i giovani possiedono abilità ed esperienze di vita che possono rafforzare ciò che facciamo e il modo in cui agiamo.
Sogno di vedere valorizzati i beni culturali come Satricum ed altre splendide realtà non fruibili, creare impianti sportivi che permettano si giocare in sedi idonee senza costringere i club maggiori ad emigrare in altri lidi. Attendo un salto di qualità. Arriverà?






















