Latina, solo una visione comune senza conflittualità può permettere di uscire dalla crisi politica

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Cosa sta succedendo a Latina in un momento così difficile? Si discute di serie criticità, il dibattito e aperto ma sinora non si è giunti a nulla di positivo. Matilde Celentano intende giustamente riflettere, guardando al futuro con comprensibile preoccupazione.
Alcune forze politiche chiedono le sue dimissioni preferendo andare al voto anticipato. La maggioranza è spaccata da mesi. Tutte le componenti politiche e amministrative del capoluogo pontino dovrebbero riflettere attentamente e trovare un modo per superarle – tutti assieme – senza le croniche divisioni o polemiche. Mancano riflessioni sullo sviluppo della città, prevalgono distorsioni, pregiudizi, le opinioni sul web spesso sono ascoltate come verità accertate. Latina è talvolta priva di visioni e progetti che allarghino la conoscenza della città verso l’esterno, l’eccessivo localismo è un danno notevole. Una città piena di ricchezze paesaggistiche, culturali e sportive manca dell’ umanità di una volta, di valori, non riesce a badare a se stessa. Auspico la presenza di persone capaci che conoscano a fondo il territorio dove vivono e raccolgono voti.
A Latina un deciso cambiamento è possibile solo partendo da una coraggiosa presa di coscienza dei cittadini e degli amministratori comunali, cui dovrebbe seguire un confronto immediato per valutare la realtà e guardare alla crescita, allo sviluppo, all’ambiente, in un momento di crisi economica spaventosa. E’ indispensabile avere un identico scopo, confrontarsi liberi da giudizi e pregiudizi, lavorare insieme per fare bene, senza volere primeggiare o puntare all’incarico prestigioso, consapevoli delle proprie capacità e dei limiti. Essenziale il  rispetto reciproco, lontano da offese, cercare fiducia, sicurezza e sostenibilità.
Puntare sulle nuove generazioni è fondamentale, i giovani possiedono abilità ed esperienze di vita che possono rafforzare ciò che facciamo e il modo in cui agiamo.
Sogno di vedere valorizzati i beni culturali come Satricum ed altre splendide realtà non fruibili, creare impianti sportivi che permettano si giocare in sedi idonee senza costringere i club maggiori ad emigrare in altri lidi. Attendo un salto di qualità. Arriverà?


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.