Le edicole sono sempre di meno, l’aumento del costo della carta il colpo di grazia

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Il costo della carta è cresciuto, l’editoria è in piena crisi. Negli ultimi dieci anni le edicole italiane sono diminuite. Erano 35mila, si sono ridotte a 20 mila, di cui poco più di mille sono all’interno di supermercati e della grande distribuzione. Molte di quelle sopravvissute hanno dovuto riconvertirsi, ora vendono di tutto e i giornali non rappresentano la fonte principale di guadagno. A Latina la situazione rispecchia pienamente il quadro nazionale, sono i bar il punto di lettura preferito al costo di in caffè. Oggi è consuetudine accedere alle fonti di informazione attraverso i supporti elettronici collegati alla rete informatica, persi tanti posti di lavoro in tipografia e aziende collegate al settore. Tante edicole hanno chiuso in vari quartieri del capoluogo pontino e in quelle aperte spesso ci sono molti giocattoli o articoli per il mare durante l’estate. L’edicola di Piazza del Popolo è stata rimossa dopo anni di abbandono, era un pezzo di storia di una città giovane. Agli edicolanti resta la fatica di alzarsi alle quattro del mattino per guadagnare poco, non ne vale la pena. I giovani non sono interessati a proseguire il lavoro dei padri. Chi resiste ha puntato a creare un presidio culturale, si sono informatizzati e offrono servizi come il ritiro pacchi. Nei piccoli paesi la vendita dei giornali è diventata marginale, troviamo sigarette, casalinghi, ricevitorie e distributori di bibite, nelle isole minori non li troviamo. I quotidiani sono quasi tutti in caduta libera, tranne i giornali di ricette, gossip ed enigmistica, figurine di ogni tipo per bambini. Nessuno compra tanti giornali sportivi come in passato, si legge online. Con la guerra in Ucraina e gli aumenti del gas e dell’elettricità, la situazione rischia di precipitare. la Federazione italiana editori giornali (Fieg) ha lanciato un allarme sulla distribuzione dei quotidiani. Il costo della carta è cresciuto del 100 per cento e in più ci sono difficoltà nel trovare la materia prima, visto che in Italia non si produce carta per i giornali ma la si importa in gran parte dalla Scandinavia. Alcuni giornali hanno ridotto tiratura e foliazione, nemmeno la guerra in Ucraina è riuscita a fare vendere più quotidiani. Televisione e web la fanno da padroni, resiste la vecchia radio che non tramonta mai.


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