Le “Scienze esatte” con il loro carattere rivoluzionario ci insegnano a difendere la nostra libertà da due despoti

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Cosa si intende per “scienza esatta” soprattutto nella nostra era quando il vocabolo “scienza” è riferito a tutto lo scibile umano? Che differenza c’è, allora, tra scienze filosofiche, politiche,  storiche, ecc, e le scienze matematiche, chimiche, fisiche, biologiche, ecc.?

L’approccio alla scienza esatta, come sostiene il fisico Alan Cromer della Oxford University, è analitico e oggettivo, e ciò va contro il senso non comune – uncommon sense – in quanto l’inclinazione del pensiero umano è associativa e soggettiva, la quale genera in modo naturale una rappresentazione “ingenua” del mondo, la quale non permette di scoprire la realtà nascosta in modo semplice e immediato. Usando le fasi dello sviluppo cognitivo del pedagogista Jean Piaget (1896 – 1980), Alan Cromer ritiene che il pensiero convenzionale rimanga bloccato nel soggettivo, cioè nei modi egocentrici di guardare il mondo. Ovviamente, per superare quest’ostacolo è necessario acquisire una solida cultura, analitica e oggettiva, avulsa dal senso comune, matura ed elaborata, che si rifà al pensiero filosofico greco antico, come, per esempio, a quello democriteo o epicureo. Cromer, infatti, sostiene che la scienza non sia un’elaborazione naturale del potenziale umano, ma l’invenzione di una particolare cultura, tendente a quella della Grecia classica di un particolare periodo storico, che per l’acquisizione della conoscenza ha contrapposto la prassi greca basata sul confronto dialettico all’affidamento culturale che gli ebrei davano ai profeti.  Il connubio tra la filosofia e la scienza, due aspetti diversi dell’azione dell’uomo, ha dato vita alla più grande impresa della mente umana, partendo dalle riflessioni del filosofo greco Talete (VII – VI sec. a.C.) tendenti a dare una spiegazione razionale della realtà.

Per togliere ogni dubbio relativo al significato di scienza esatta, e rispondere alle domande iniziali, ci si può riferire alla relativa definizione formulata dal matematico e storico della scienza Lucio Russo (1944): La scienza esatta si fonda sulla teoria ed ha tre caratteri distintivi, come si evince dal dizionario del giornalista scientifico Pietro Greco (1955-2020), Einstein e il ciabattino (Ed. Riuniti, 2004):

  1. Le affermazioni della scienza non riguardano oggetti concreti, ma enti «teorici» specifici, come il «punto» in geometria euclidea o la «temperatura» o anche «l’entropia» in fisica.
  2. La teoria scientifica, in cui sono individuate le verità e le falsità interne ad essa, utilizza una logica di tipo ipotetico-deduttivo che, basandosi sugli enunciati dei suoi enti «teorici» (assiomi, postulati o principi) ne desume coerentemente le conclusioni.
  3. Le applicazioni delle teorie scientifiche usano le «regole di corrispondenza» tra gli enti «teorici» e gli oggetti concreti attraverso il metodo sperimentale che, tuttavia, non dà certezza sulla verità o falsità della corrispondenza tra teoria scientifica e realtà.

Le scienze che si basano sulla teoria e possiedono questi caratteri distintivi sono: la matematica, la logica, la fisica, la chimica e la biologia. Le sue regole valgono per tutti gli abitanti della Terra, sia che si trovino in Australia, o in Brasile, o in Africa, o in Europa, o altrove. Ed è per questo che le scienze hanno carattere universale e sono rivoluzionarie.

In quanto invenzione, come sostiene Cromer, la scienza va continuamente coltivata e nutrita assicurando così la sua natura basata sull’eresia, cioè contraria al dogma o che mette in discussione una “verità” consolidata. Essa, infatti, attingendo dalla dimensione della libertà umana al fine di creare nuovi ambiti culturali e scandagliare nell’infinitamente grande o nell’infinitamente piccolo, mette in discussione un sistema ritenuto duraturo elaborandone un altro più avanzato e più ampio. Il filosofo Alfred North Whitehead (1861 – 1947) conclude, a proposito, il suo breve saggio Scienza e Filosofia (Castelvecchi, 2014) dicendo che «Sistemi scientifici e filosofici vanno e vengono. Ogni metodo finisce con l’esaurirsi. Nel suo rigoglio ogni sistema è un successo trionfante, nella sua decadenza un meccanismo difettoso. I passaggi a nuove fruttuose forme di comprensione vengono compiuti facendo ricorso alle estreme profondità dell’intuizione perché rinverdisca l’immaginazione. Alla fine – sebbene una fine non ci sia – ciò che si consegue è una maggiore ampiezza di vista che sfocia in maggiori occasioni».  Infatti, in matematica, variando il quinto postulato, o “delle rette parallele”, della geometria euclidea si ottengono la geometria ellittica o quella iperbolica, – in chimica, dall’atomo daltoniano indivisibile si è passati al modello dell’atomo quantistico con la sua struttura fine, – in fisica, la meccanica newtoniana è risultata non adatta a descrivere sia il microcosmo che viene indagato dalla meccanica quantistica, sia il macrocosmo che viene studiato dalla relatività generale di Einstein, ecc. . La scienza nasce, dunque, da una rivoluzione del pensiero libero che determina di conseguenza una trasformazione della società umana, come lo è stato,ad esempio, il teorema del matematico Thomas Bayes (1702 – 1761) che è basato sul calcolo della probabilità di una causa che ha scatenato un evento, e che viene usato in medicina, nella prassi giudiziaria, nello studio del sistema nervoso e quindi dell’intelligenza artificiale. La scienza permette, attraverso il ragionamento e l’immaginazione, di comprendere il mondo, di intervenire sulla società, di sconfiggere il despota che governa uno Stato, ma soprattutto di sopraffare il despota più insidioso che è ciascuno di noi, generato dall’educazione ricevuta in famiglia, dalla scuola e dall’ambiente, o dall’adesione ad una confessione religiosa o politica, e che orienta irreversibilmente il nostro pensiero e quindi il nostro modo di agire. Noi siamo liberi dal momento che non ci facciamo condizionare dalle nostre aspirazioni, dalle nostre fisime e dalle opinioni altrui. Impresa non facile. Scrive il chimico Marco Malvaldi  in Le due teste del tiranno (Rizzoli, 2017) che «tutti noi infatti possediamo due sistemi di ragionamento diversi, che viaggiano a diverse velocità e sono specializzati in differenti tipi di mansioni, Il sistema razionale, che è lento e ha bisogno di dati, e quello intuitivo, rozzo e tagliato con l’accetta ma estremamente più veloce. …. Entrambi sono fondamentali per la nostra sopravvivenza. Purtroppo, a volte non ci è chiaro quando usare l’uno o l’altro. Molto spesso, quindi, prendiamo decisioni sulla base delle convinzioni errate». Se durante il lavoro che svolgiamo ci viene un’idea e riusciamo a metterla in pratica, non solo agiamo in piena libertà ma compiamo un atto rivoluzionario così come è avvenuto e avviene continuamente in campo scientifico. La scienza, dunque, è lo strumento ideale che permette alla mente umana di ricercare la verità e di trovare relazioni tra oggetti astratti e tra oggetti concreti. La scienza, in definitiva, ci offre un’unica strada, quella della libertà, che è una strada per tutti, come palesò il geometra greco Menecmo (380 – 320 a.C.) a suo discepolo Alessandro Magno: O Re, per spostarsi da un posto ad un altro ci sono strade per il Re e strade per il popolo, ma in geometria c’è un’unica strada per tutti.

Francesco Giuliano


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Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).