Livorno: salario minimo di 9 euro in Comune, chi lavora per Palazzo Civico non può percepire meno

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LIVORNO – Il Consiglio Comunale di Livorno ha approvato una mozione per istituire un salario minimo, con un emendamento significativo presentato da Potere al Popolo. Questo emendamento stabilisce un salario minimo di 9 euro l’ora per tutti i lavoratori del Comune toscano e richiede che gli appalti comunali includano questa condizione per i lavoratori impiegati.

Il gruppo locale di Potere al Popolo ha festeggiato il successo politico, invitando all’azione per estendere il salario minimo a tutti gli appalti pubblici dei territori circostanti, presentando mozioni analoghe in altri comuni dove i salari sono considerati insufficienti, specialmente per i giovani lavoratori.

L’emendamento di Potere al Popolo ha ottenuto il sostegno di tutte le forze presenti in Consiglio Comunale, ad eccezione dei partiti di centro-destra. Questo testo impegna il Sindaco e la Giunta a garantire un salario minimo di 9 euro l’ora per i dipendenti del Comune e per coloro impiegati negli appalti comunali. Si prevede inoltre di introdurre questa clausola in tutti i futuri appalti del Comune di Livorno, seguendo la richiesta nazionale di vari partiti.

Potere al Popolo ha descritto la misura come un miglioramento concreto per i lavoratori che operano per appalti del Comune, molti dei quali attualmente guadagnano circa 7 euro l’ora.

L’Unione Sindacale di Base ha elogiato l’iniziativa come un segnale politico significativo, auspicando un’applicazione tempestiva nei prossimi bandi per i servizi in appalto e l’adeguamento immediato dei salari nei contratti attuali. L’obiettivo rimane l’internalizzazione di tutti i servizi, cancellando quei contratti nazionali che prevedono salari minimi ben al di sotto dei 9 euro l’ora, spesso sopra i 5 euro in alcuni casi.

Tuttavia, questo rappresenta ancora un compromesso per Potere al Popolo, che a livello nazionale ha presentato una proposta di legge per un salario minimo di 10 euro l’ora, senza previsione di incentivi per le spese, insieme ad altri gruppi politici.


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