LATINA- “Sono vestito di chiaro perché oggi voglio fare chiarezza su qualcosa di torbido. Sento il bisogno di parlare con i cittadini di Latina perché sento di rappresentarli tutti. Ma concedetemi una considerazione personale: ho subito una violenza che entra nella sfera della dignità delle persone; si tratta di una violenza mossa da una notizia non ufficiale, da parte di un organo di stampa”. Ha esordito così il sindaco di Latina, Damiano Coletta all’incontro pubblico organizzato per “chiarire” la vicenda della variante Q3, anzi sul piano Q3, per usare il termine indicato nel comunicato che annunciava l’incontro nel foyer del teatro D’Annunzio. Un incontro pubblico, appunto, al quale erano presenti tutti gli esponenti di LBC, dai consiglieri, agli assessori, dai “dirigenti” ai sostenitori, fino a riempire la sala.
“La mia giunta è fatta di persone perbene: non hanno bisogno di questo ruolo per avere un’affermazione, in quanto l’hanno già ottenuta con il loro lavoro, me compreso. Poi si possono anche commettere degli errori, ma l’importante è che al mattino si facciano i conti con lo specchio. E io vi assicuro che mai, come in questo periodo, me li sono fatti e posso dire che ho, abbiamo, la coscienza a posto”.
“Ad oggi non si conoscono i risvolti dell’indagine, perché a lui non è pervenuto nulla e che “non è ufficiale, non è certa, neanche la smentita odierna di Latina Editoriale Oggi”. Il sindaco si riferiva al fatto che oggi il quotidiano locale ha scritto, contrariamente a quanto affermato il 30 gennaio scorso, che “sindaco e giunta non sono indagati” e che tra gli assessori sarebbe indagato soltanto quello al ramo, Francesco Castaldo, il dirigente all’urbanistica, l’imprenditore che ha chiesto il permesso a costruire un centro commerciale a ridosso dell’hotel Garden e il suo progettista. “Abbiamo riesaminato la delibera, passata sotto la lente, anche alla luce del piano anticorruzione e posso dire che trattasi di un atto legittimo, per il quale riconfermare piena fiducia all’assessore e al dirigente all’urbanistica.
“La violenza che ho subito l’ha subita l’intera comunità, perché c’è stato un tentativo di destabilizzare uno stato democratico… con una notizia non vera. E allora, è questa la politica? Non ci troviamo di fronte ad un attacco alla democrazia? Questa città ha subito un tentativo di destabilizzazione”. “Il settore dell’urbanistica è molto delicato – ha continuato Coletta -; siamo stati criticati perché abbiamo avuto una fase di grande difficoltà e ci hanno accusato di immobilismo. Non era semplice ripartire senza mettere delle regole a garanzia di tutti. E noi lo abbiamo fatto. E il vero cambiamento che si è ottenuto è che oggi l’urbanistica è accessibile a tutti… E questo è qualcosa che dà fastidio, a chi ora sta fuori e fa fatica ad entrare, non riesce. E allora ecco che la malapolitica usa la destabilizzazione”.
Il cambiamento, che dà fastidio, come la scelta di togliere ai privati il business dei rifiuti, bloccando la gara europea in corso per affidare il servizio di igiene urbana all’azienda speciale Abc, “che ora non funziona, come dovrebbe, ma che tutti i cittadini dovrebbero sostenerla, come si sostiene la squadra del cuore, perché bene comune”. Quel cambiamento raggiunto con il nuovo affidamento del servizio di trasporto pubblico locale, dopo 14 proroghe al vecchio gestore e l’impostazione data agli affidamenti nel campo dei servizi sociali. Insomma per Coletta la sua sarebbe un’amministrazione da invidiare perché rimette al centro le pari opportunità, il bene comune, e all’angolo le vecchie speculazioni ad appannaggio di pochi.
“Un punto di forza di Lbc”, che ripudia il decreto Sicurezza che ha ridimensionato lo Sprar “con un costo sociale enorme”. “In controtendenza con il ‘prima gli italiani’, stiamo perdendo posti di lavoro degli italiani – ha detto Coletta -. Sabato prossimo incontrerò le sindache di Madrid e Barcellona perché Latina è un modello in termini di accoglienza”.
Coletta ha ringraziato quanti in questi giorni gli hanno espresso solidarietà e ha rivendicato la fragilità umana nel sopportare la violenza subita. “Ho parlato con molti sindaci e mi hanno detto di lasciare stare, che è successo anche a loro. Ma io non ci sto, contro la violenza, anche verbale, il non rispetto non potrò mai abituarmi”.

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