Luigi Gavazzi, il barbiere. Quello di piazza del Popolo 8, sotto i portici. Un negozio che ha cessato l’attività dopo 49 anni. Un posto che ricordano in tanti, soprattutto per la popolarità del titolare. Proveniva da una famiglia che gestiva la pensione Bellavista in piazza della Libertà, lui preferiva lavorare in proprio, aiutato dai giovani lavoranti che hanno imparato bene il mestiere.

L’attività artigianale fu inaugurata nel 1933, su progetto realizzato da un architetto di Firenze. La domenica era frequentato dai contadini che arrivavano in città per la settimanale rasatura. Facevano prima quattro chiacchiere in piazza con i sensali poi affrontavano il momento del “barba e capelli”. Un salone davvero all’insegna dello sport era quello di Luigi Gavazzi, grande appassionato di calcio e tifosissimo del suo Latina. Non perdeva mai una partita, seguiva la squadra anche in trasferta. La sua barberia era il ritrovo di giovani calciatori per un ingaggio o un consiglio.

Dai federali di Littoria ai sindaci di Latina sono passati tutti per quel negozio dove Luigi fungeva anche da bravo psicologo, dopo avere ascoltato tante voci nel corso della lunga giornata offriva saggi consigli. L’apertura avveniva alle sette in punto, la fila era già pronta. In tanti facevano l’abbonamento mensile per radersi, era conveniente. Il camice d’ordinanza (celeste) era dotato di ampio taschino per contenere il pettine d’osso bianco.

Le forbici affusolate e taglienti erano un obbligo. Luigi Gavazzi era simpatico, loquace, ben informato e discreto. La barberia disponeva anche di un seggiolone a testa di cavallo per i bambini. Gran finale con la classica brillantina su capelli. Momento magico: “Ragazzo, spazzola!”. Il lavorante girava il “piumino” spazza capelli sulle spalle del cliente, sul collo e sui calzoni. Poi la doverosa mancia.

Nel periodo natalizio il barbiere, naturalmente, distribuiva ai clienti il “porno” calendarietto profumato.

 


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