Titolo: M. Il figlio del secolo
Spettacolo:Massimo Popolizio
Soggetto: Antonio Scurati (dall’omonimo romanzo Premio Strega 2019)
Scene: Marco Rossi
Produzione: Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Luce Cinecittà in collaborazione con il Centro Teatrale Santacristina
Costumi: Gianluca Sbicca
Luci: Luigi Biondi
Suono: Alessandro Saviozzi
Video: Riccardo Frati
Movimenti: Antonio Bertusi
Cast: Massimo Popolizio, Tommaso Ragno, Sandra Toffolatti, Paolo Musio, Raffaele Esposito, Michele Nani, Tommaso Cardarelli, Alberto Onofrietti, Riccardo Bocci, Diana Manea, Michele Dell’Utri, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Gabriele Brunelli, Giulia Heathfield Di Renzi ,Francesca Osso, Antonio Perretta, Beatrice Verzotti, […]
M.Il figlio del secolo è l’adattamento teatrale di Massimo Popolizio dell’omonimo romanzo (Premio Strega 2019) di Antonio Scurati, con diciotto attori nelle vesti di ottanta personaggi, che si apre con la fatidica frase pronunciata da Mussolini in Parlamento: Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere. Era il 3 gennaio 1925.
M.Il figlio del secolo è uno spettacolo emozionante e coinvolgente dal ritmo frenetico senza soluzione di continuità – al Teatro Argentina di Roma fino al 3 aprile -, con una straordinaria e incisiva valenza storica e didattica, in quanto mostra in modo eccellente tutte le deplorevoli operazioni, gli avvenimenti avventurosi, come la Marcia su Roma del 1922, e le azioni violente e sanguinose che determinarono, anche con il favore del re, l’ascesa al potere del fascismo in Italia, e che videro Mussolini l’artefice principale sostenuto dal futurista Filippo Marinetti, dal Vate Gabriele D’Annunzio, dalla critica d’arte Margherita Sarfatti, nel momento di addossarsi la croce del potere.
La storia narrata, in trentuno quadri nudi e crudi, si svolge dalla fine della prima guerra mondiale fino al 1924, periodo in cui vennero fondati i Fasci italiani di combattimento, terminando con il delitto del deputato socialista Giacomo Matteotti ucciso da una banda di criminali. M.Il figlio del secolo è la storia di un popolo che scivola ingenuamente nella tenaglia della dittatura, cessata il giorno 9 settembre 1943, ma ovviamente associata a quella di un uomo (M.Il figlio del secolo) che cade più volte e più volte si rialza esercitando il suo potere in modo vigoroso ma miserabile e istrionesco, basato su un sistema politico onagrocratico. Giordano Bruno, infatti, parlando di asini, distingueva due tipi di asinità negativa: quella di coloro che pensano di possedere la verità assoluta, e quella di coloro che negano la conoscenza o rifiutano la possibilità di fare conoscenza. Ogni riferimento all’attualità è puramente casuale? Quante squallide figure che attraversano il paese/ Com’è misera la vita negli abusi di potere. … – avrebbe cantato anche allora Franco Battiato aggiungendovi pure: Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame, che non sa cos’è il pudore,/ si credono potenti e gli va bene quello che fanno;/ e tutto gli appartiene./ Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!/ Questo paese e` devastato dal dolore …/ ma non vi danno un po’ di dispiacere/ quei corpi in terra senza più calore?/ Non cambierà, non cambierà / no cambierà, forse cambierà.
Una dittatura, inoltre, che è stata impostata su una politica orientata ad ottenere un consenso pervasivo attraverso sistemi di orientamento e di inquadramento sin dalla tenera età, e attraverso strumenti, come l’olio di ricino e il manganello, generanti odio, rancore, violenza, ansia, paura e panico, e determinanti un vuoto culturale nel popolo italiano che lo ha reso un inquisitore acerrimo, fino a tutt’oggi. Il giornalista-scrittore Ennio Flaiano in una sua poesia ne ha delineato i connotati: Il Fascismo conviene agli italiani/ perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni,/ esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità./ Il Fascismo è demagogico ma padronale,/ retorico, xenofobo, odiatore di cultura,/ spregiatore della libertà e della giustizia,/ oppressore dei deboli, servo dei forti,/ sempre pronto a indicare negli “altri”/ le cause della sua impotenza o sconfitta./ Il fascismo è lirico, gerontofobo,/ teppista se occorre, stupido sempre,/ ma alacre, plagiatore, manierista./ Non ama la natura, perché identifica/ la natura nella vita di campagna,/ cioè nella vita dei servi; ma è cafone,/ cioè ha le spocchie del servo arricchito./ Odia gli animali, non ha senso dell’arte,/ non ama la solitudine, né rispetta il vicino,/ il quale d’altronde non rispetta lui./ Non ama l’amore, ma il possesso./ Non ha senso religioso,/ ma vede nella religione il baluardo/ per impedire agli altri l’ascesa al potere./ Intimamente crede in Dio,/ ma come ente col quale ha stabilito/ un concordato, do ut des./ È superstizioso,/ vuole essere libero di fare quel che gli pare,/specialmente se a danno/ o a fastidio degli altri./ Il fascista è disposto a tutto purché/ gli si conceda che lui è il padrone,/ il padre./ Le madri sono generalmente fasciste.
M.Il figlio del secolo è uno spettacolo da vedere, da ascoltare e da ricordare perché come scrive lo scrittore Antonio Scurati: Ed è proprio questo che noi oggi stiamo vivendo, il momento storico nel quale Mussolini Benito possa cessare finalmente – e definitivamente – di essere un fantasma che aleggia sulla storia del nostro Paese (e non solo di quello). Sì, proprio questo momento qui, sotto questo cielo, su questo pezzetto di terra di nuovo infestata dall’addensarsi dei miasmi del Mussolini populista, della sua presenza spettrale. Quando sono al tempo stesso pericolosi e necessari, a questo servono i romanzi, il teatro, l’arte: a chiudere i conti, a seppellire i morti, a evacuare la nostra casa comune dai fantasmi.
Francesco Giuliano
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