Titolo: Momenti di trascurabile felicità
Regia: Daniele Luchetti
Soggetto: Francesco Piccolo (dai suoi due libri)
Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Daniele Luchetti
Musiche: Franco Piersanti
Produzione Paese: Italia, 2019
Cast: Pif, Thony, Renato Carpentieri, Franz Cantalupo, Vincenzo Ferrera, Roberto Caronia, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Franz Santo Cantalupo, Manfredi Pannizzo, […]
Momenti di trascurabile felicità è un film diretto da Daniele Luchetti, il cui soggetto è stato tratto dai due libri Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015) dello scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo, che ne ha scritto l’adattamento assieme al regista. Il tema fondamentale del film ruota attorno all’idea del senso della vita. La citazione nel film del filosofo Platone e del suicidio di Socrate, infatti, è una trovata, così come si evince dal capitolo XIX dell’Apologia di Socrate, per riferirsi al demone, definito dal filosofo come una divinità interiore che ci accompagna sin della nascita, … una cotale voce, che, sino da fanciullo, sento io dentro. E tutte le volte che io la sento, mi svolge da quello che son per fare: sospingere, non sospinge mai, ma di cui poi ci scordiamo e che inconsciamente poi cerchiamo per trovare la nostra vera strada, che ci porterebbe a scoprire il vero senso della vita. L’ingegnere Paolo (Pif), sposato con Agata (Thony) e padre di due figli, Aurora (Angelica Alleruzzo) e Filippo (Francesco Giammanco), ci riesce – si fa per dire – in seguito ad un incidente stradale in cui perde la vita a causa della sua stupidità, pur avendo indossato per il motorino il casco di protezione dopo essersi tolto, in azienda, quello giallo del lavoro per la sicurezza. Rimasto vittima, Paolo si ritrova nell’anticamera del Paradiso, affollatissima di defunti, a fare la fila allo sportello corrispondente al suo codice numerico di arrivo. Quando giunge il suo turno Paolo si trova a dibattere e a polemizzare allo sportello con l’impiegato (Renato Carpentieri), da cui si scopre che nel conteggio degli anni di vita che gli erano stati destinati alla nascita è stato commesso un errore gravissimo. Errore che gli viene riconosciuto da una specie di amministratore delegato che, in base al resoconto dei calcoli, gli concede di ritornare in vita, ma per un tempo limitatissimo: Lei può tornare sulla terra con il tempo che si è guadagnato con l’uso abbondante delle centrifughe: un’ora e trentadue minuti. Mentre Paolo sperava che fosse pari a dieci anni.
Accompagnato dall’impiegato del Paradiso sulla terra che gli dà dei suggerimenti su quello che deve dire, come Non spaventare nessuno, per esempio non chiedere a tua moglie se t’ha mai tradito, Paolo ritorna in vita e va a ritrovare la sua famiglia, moglie, figlio e figlia, la quale lo invita a giocare, cosa che Paolo non aveva mai fatto in precedenza, dicendogli Non lo sai che quando giochi il tempo rallenta e la vita si allunga?
Con tutti loro, alternativamente, Paolo passa momenti di trascurabile felicità, durante i quali, attraverso una serie di ricordi vicini e lontani, rievoca alcuni episodi della sua vita e gli errori ad essi connessi. E, al tempo stesso, si rende conto che la stupidità umana è incontrollabile e determina il ripetere degli errori così come sosteneva lo storico Carlo M. Cipolla nel suo saggio Le leggi fondamentali della stupidità umana (2015, Il Mulino): lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, è incapace di correggerli, regolamentarsi. Non è in grado di scegliere che strada imboccare. Molti fattori del comportamento umano, intrinsecamente diversi dalla stupidità, possono contribuirvi. Tutto sintetizzato nei titoli di coda dalla canzone Soli (1979) di Adriano Celentano “… Era importante sai/ Pensare un poco a noi / Non stiamo insieme mai / Ora sì, ora sì …” e “ … Il mondo dietro ai vetri sembra un film senza sonoro …”.
Momenti di trascurabile felicità, un film dagli spunti originali e fantastici in grado di attivare il processo di neurogenesi nello spettatore, fa ridere e sorridere ma anche riflettere ma soprattutto piangere, con la particolarità che esso ha una durata equivalente al tempo che il padreterno ha concesso a Paolo nel suo rientro in vita, per cui tutto ciò che è descritto nel film non viene né contratto né dilatato temporalmente.
Filmografia
Juke box (1985), Domani accadrà (1988), La settimana della Sfinge (1990), Il portaborse (1991), Arriva la bufera (1992), L’unico paese del mondo 81994), La scuola (1995), I piccoli maestri ( 1998), Dillo con parole mie (2003), Mio fratello è figlio unico (2007), La nostra vita (2010), Anni felici (2013), Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente (2015), Io sono Tempesta (2018).
Francesco Giuliano
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