Il leone d’oro a l’Evenement di Audrey Diwan, un film di una bellezza cruda con al centro il corpo di una giovane donna in lotta per la conquista della libertà. Il gran premio della giuria a Paolo Sorrentino per il suo film più intimo E’ stata la mano di Dio, con cui è riuscito a rendere ogni soettatore partecipe commosso della sua tragedia familiare. Jane Campion riceve il premio per la miglior regia con Power of the dog. Con il suo sguardo dietro la macchina da presa ha indagato con poesia l’animo tormentato di un cowboy, che cerca faticosamente di reprimere la sua immensa fragilità. Michelangelo Frammartino con il suo racconto puro di un’esplorazione speleologica in Calabria nel Buco, si porta a casa il premio speciale della giuria. Il premio osella per la miglior sceneggiatura va all’esordiente Maggie Gyllenhaal per il suo sapiente adattamento del romanzo di Elena Ferrante, The lost daughter. Prevedibile e meritata la coppa volpi a Penelope Cruz per madres parallelas di Almodovar, inaspettata invece è stata la coppa volpi all’attore filippino per il film più folle della mostra, On the job:the missing 8. È stata un’edizione molto seguita da appassionati che sono accorsi numerosi a riempire le sale del lido, molti i film su maternità tormente e molti sulla realtà cruenta dei crimini di guerra. Tra tutti lo spiazzante Reflection del regista ucraino Vladimir Vasyanovich, che con le sue inquadrature fisse non lascia allo spettatore vie di fuga.

Eleonora Ceccarelli


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