Se n’è andato poco dopo le 21,00 di ieri nella sua casa di via Foria il maestro Roberto De Simone. Aveva 91 anni.

Napoli piange la scomparsa di una delle sue icone culturali nel periodo che va dalla seconda metà del Novecento ai primi decenni del secondo millennio. 

Una vita spesa alla riscoperta e alla salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico custodito dalla secolare tradizione partenopea. 

Musicista, compositore, regista e autore teatrale, musicologo e scrittore, proprio a tal fine aveva fondato nel 1967 la Nuova Compagnia di Canto Popolare, con la mission di riportare in vita e divulgare l’espressività popolare e la musica napoletana che ha scandito il corso dei secoli passati.   

Indimenticabile, nella sua lunga e straordinaria produzione, l’opera “La Gatta Cenerentola”,‘favola in musica” presentata con grande successo nel 1976 al Festival dei Due Mondi di Spoleto che riscosse consenso unanime di pubblico e critica in ogni riproposta sia in Italia che all’estero. 

Altri suoi capolavori “L’Opera Buffa del Giovedì Santo” (1980) e il riadattamento di opere quali ‘Mistero Napolitano’ (1977), ‘La festa di Piedigrotta’ (1978), ‘Li Zite ‘ngalera’ (1978), ‘Eden Teatro’ di Raffaele Viviani (1981), ‘La Lucilla Costante’ di Silvano Fiorillo (1982), ‘Il Bazzariota, ovvero la dama del bell’umore’ di Domenico Macchia (1983), ‘Le religiose alla moda’ di Gioacchino Dandolo (1984), ‘Cantata per Masaniello’ (1988), ‘Le Tarantelle del Rimorso’ (1992), ‘Le 99 disgrazie di Pulcinella’ (1994), ‘Le cantatrici villane’ di Valentino Fioravanti (1998), ‘L’impresario in angustie’ (2001).

Tra i tanti incarichi importanti ricoperti, spiccano quelli di direttore artistico, dal 1981 al 1987, del Teatro San Carlo di Napoli, dove ha realizzato numerose regie d’opera, e di direttore, per chiara fama, dal 1995 al 2000, del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove per 12 anni aveva studiato pianoforte. Nel 2019 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


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