LATINA – Nuovo regolamento per il Cimitero, Codici attacca: «Penalizza ancor di più i cittadini e favorisce la pretesa del gestore di applicare una norma retroattiva». Si è tenuto nella tarda mattinata di venerdì, convocato dal Comune di Latina in videoconferenza, il quarto incontro tra le quattro Associazioni di tutela dei consumatori ed il Comune di Latina, sul tema della bozza del nuovo Regolamento di polizia mortuaria.

Codici, a questo proposito, deve manifestare la più ampia insoddisfazione sulla piega che hanno assunto questi incontri, in quanto si protraggono praticamente senza fare un passo avanti sin dallo scorso mese di giugno, cioè dal momento in cui sono iniziati.

Codici, a questo proposito ha deciso di rompere il silenzio che ha connotato sino ad ora i contatti con il comune, perché ritiene ingiustificata oltre che intollerabile la posizione del Comune di Latina.

Infatti, l’aspetto che più preoccupa Codici riguarda soprattutto la formulazione dell’art. 112 di quello che dovrebbe essere il Nuovo Regolamento, perché vi si prevede che la durata delle sepolture decorrenti dal 1939 e fino al 1976, non sarebbe più perpetua, in quanto, di fatto, tutte esse sarebbero considerate solamente temporanee, per cui la loro durata dovrebbe essere ridotta a 30 anni.

Allo stesso modo dovrebbero essere considerate di durata trentennale quelle dal 1976 al 1991.

Naturalmente, questa impostazione retroattiva della norma sarà osteggiata a spada tratta da Codici, perché se il Consiglio comunale dovesse approvarla, sarebbero in un colpo solo vanificate tutte le iniziative sino ad ora portate avanti da Codici e ciò costringerebbe tutti i concessionari di sepolture, cioè praticamente tutti i cittadini di Latina, a presentare ricorso al TAR.

Ciò significherebbe che per tutte quelle salme potrebbe essere disposta oltre all’estumulazione, persino il pagamento del periodo successivo alla scadenza dei 30 anni.

Come si può notare, questa modifica sarebbe di gran lunga peggiorativa rispetto a  quanto previsto dallo stesso Regolamento del 2008, cioè proprio quello che Codici ha contestato sin dal primo momento in cui il gestore ne ha preteso l’applicazione retroattiva, motivo della battaglia che Codici sta portando avanti insieme ad altre Associazioni consorelle ed al Partito Comunista di Latina.


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