
“In quelle settimane – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva – stavamo monitorando il comportamento della femmina, che dopo la deposizione ricopre il nido e rimane in prossimità dell’area per tutta la durata dell’incubazione, che dura in media 100 giorni ma che può anche superare i 4 mesi. Abbiamo lasciato che tutto si svolgesse secondo i ritmi della specie e abbiamo deciso di intervenire solo quando ci siamo accorti che il maschio aveva riportato in superficie un uovo, rompendolo”. Messi in sicurezza i due genitori, lo staff ha iniziato a scavare laddove la terra smossa sembrava lasciare segni inequivocabili. “Non trovavamo nulla. Abbiamo capito subito di essere di fronte a un piccolo inganno della mamma, che stava proteggendo il nido depistando rispetto alla sua reale posizione. Ritrovato poi il punto esatto, la scoperta: da una delle uova proveniva un verso, inequivocabile”. L’uovo è stato immediatamente trasferito in incubatrice e sottoposto a un monitoraggio costante. E dopo appena 24 ore, è nato un piccolo perfettamente formato, già attivo, apparentemente una replica in miniatura degli adulti. Due grandi occhi, con il colore marrone-nero tipico di questa specie che aiuta a renderlo meno visibile, donandogli lo “sguardo” già tipico dei coccodrilli.
“L’uovo è potuto arrivare alla schiusa grazie alle condizioni di temperatura e umidità adeguate all’ambiente naturale, senza la necessità di intervenire, lasciandolo fino alla fine là dove la mamma lo aveva deposto. Poi, per il primo giorno è rimasto in incubatrice, mentre preparavamo un acquario ad hoc”, conclude Camillo Sandri. “Nelle prime fasi, si è alimentato quasi esclusivamente di grilli di medie dimensioni, con un controllo quotidiano delle quantità assunte; con la crescita abbiamo poi introdotto prede più grandi, come le locuste, fino ad arrivare anche a piccoli pesci. E ora, che ha raggiunto circa 40 centimetri di lunghezza e pesa circa 900 grammi, si muove con sicurezza nel nuovo ambiente, allestito con cortecce, piccoli rami e piante verdi che gli permettono di nascondersi, alternando momenti di attività a fasi in cui resta tra la vegetazione, come tipico della specie”.
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