
Jingle Bells, Feliz Navidad, White Christmas e Silent Night sono i brani maggiormente proposti agli animali, caratterizzati per lo più da melodie lineari e ritmi ripetuti. Alla prudente curiosità delle giraffe, capaci di mantenere l’attenzione per diversi minuti, si è alternato il totale relax delle testuggini giganti, che si sono lasciate andare anche ad alcuni momenti di riposo; lo stesso è accaduto al drago di Komodo, mentre la diffidenza iniziale degli scimpanzè ha poi lasciato il posto alla curiosità di alcuni, che hanno comunque sempre osservato il musicista dall’alto. I lemuri, invece, hanno lasciato che il concerto natalizio li accompagnasse durante i loro bagni di sole, posizionandosi il più vicino possibile alla melodia. Menzione speciale per i tre piccoli di renna che non hanno ancora compiuto l’anno: accompagnati dai 4 adulti, hanno mostrato la curiosità esplorativa tipica della loro età. Chiudono in bellezza gli animali della fattoria, con alpaca e lama molto incuriositi dalla presenza insolita e dagli oggetti che il musicista portava con sé. Lo studio andrà avanti ancora fino all’Epifania, per capire se anche questa volta sarà possibile dare un perimetro scientifico al comportamento degli animali in presenza della musica.
“Si tratta di un ambito di ricerca già avviato sia al parco Natura Viva sia al bioparco Zoom Torino in collaborazione con anche altre università italiane”, spiega Caterina Spiezio, responsabile Ricerca in Ambito Animale di Fondazione Zoom. “Nel primo caso, negli anni sono state approfondite le risposte di macachi e lemuri all’esposizione a generi musicali differenti, che hanno evidenziato come i macachi siano più socievoli tra di loro in presenza di musica classica e new age, meno in presenza di musica pop. È invece la musica country a promuovere una maggiore attività nei lemuri. Più recentemente, uno studio ha dato invece la possibilità agli scimpanzé, di attivare o meno due possibili tracce con pattern ritmici diversi, scegliendo di tirare solo una corda. Al bioparco Zoom Torino invece – prosegue la psicobiologa – studi condotti con suricati, lontre asiatiche e pinguini africani hanno mostrato come alcuni mammiferi, in presenza di musica classica, si siano rilassati manifestando comportamenti di riposo e comfort. Al contrario, i pinguini indipendentemente dal genere musicale, hanno mostrato una maggiore vigilanza verso l’ambiente circostante.” Un ambito di studio ancora in parte da esplorare dunque, ma che potrebbe portare a considerare la musica come strumento utile anche per gli animali, se applicato e valutato in modo scientifico per specie e per individuo.
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