PENNACCHI E PERNACCHIE – LO SCRITTORE COMMENTA LA SITUAZIONE DEL PD: “PORE BESTIE. RENZI? NON COMANDA NEMMENO A CASA SUA. DO UN CONSIGLIO A SUA MOGLIE. LO MANDI IN ANALISI, GLI MANCA IL PRINCIPIO DI REALTÀ” – “D’ALEMA È L’UNICO CERVELLO LUCIDO RIMASTO, FORSE MINNITI SAREBBE ANDATO BENE. CALENDA? È BRAVO A FARE IL MANAGER, MA LA PAROLA UGUAGLIANZA LA CONOSCE POCO…”


“Renzi? Non comanda più nemmeno a casa sua. Do un consiglio a sua moglie: signora, lo mandi in analisi, perché a suo marito manca il principio di realtà. Continua a dire che è colpa del ‘fuoco amico’, ma è lui stesso il ‘fuoco amico’: ha sparato su se stesso e sul partito”.

A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Antonio Pennacchi ha commentato così l’attuale situazione dell’ex segretario del Pd. Com’è messo il Pd? “Il Pd? Pore bestie…” Le piace Maurizio Martina? “Pora bestia…” Zingaretti? “Pora bestia…”.

Roberto Giachetti? “Pora bestia pure lui…per carità. Si potrebbe avere D’Alema? E’ l’unico cervello lucido che è rimasto. Forse Minniti, oltre a D’Alema, sarebbe andato bene, ma era troppo legato a Renzi”. Senta, ma non le piace nemmeno Carlo Calenda? “Molto simpatico, è bravo a fare il manager, il suo mestiere, ma è un lavoro da liberale. La parola uguaglianza forse la conosce poco”. Andrà a votare alle primarie? “No, non ho più rinnovato la tessera, mi hanno stufato”.


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