Luca Rizzi – 44 anni – prima atleta, poi allenatore, passaggio obbligato per chi vuole arrivare a dirigere un squadra, eccetto qualche eccezione che nella storia del basket non è mancata. Allenare è una professione insicura, richiede di ben sopportare le pressioni esterne di varia natura durante una lunga stagione. Il caso di Luca Rizzi – laureato in ingegneria – è emblematico di un eterno ragazzo che ha scelto il basket e la panchina come lavoro. In questi casi è d’obbligo possedere estrema fiducia in se stessi, sostenuta da un’intensa capacità di concentrazione. Cosa spinge un individuo ad abbracciare una professione così difficile e rischiosa? C’è sicuramente uno spirito d’avventura in questi personaggi, il piacere di insegnare lo sport che si ama. E’ bello conoscere tecnici che sanno fare anche gli istruttori, due compiti diversi ma collegati. Il modesto Luca Rizzi ha cominciato con il settore giovanile – in campo femminile – con la Cestistica Latina, fungendo anche da assistente in prima squadra di Nevio Ciaralli, un nome che non si discute. Da qualche anno è impegnato con Sport Management Group Latina, segue formazioni di giovani in un mondo che ritiene meraviglioso. Ho conosciuto Luca Rizzi durante la stagione sportiva 1978-79, noi del Basket Ponza – guidati dall’indimenticato coach Gigi Ranieri – avevamo la necessità di tesserare per regolamento un ragazzo di categoria Under. Luca accettò con umiltà, non mancava mai agli allenamenti, ottenendo un buon minutaggio a fine campionato di serie C2, vinto facilmente. Dopo anni al servizio della pallacanestro, Luca Rizzi ha ottenuto nel 2021 la nomina dal consiglio federale della Federazione Italiana Pallacanestro a Delegato Provinciale di Latina della F.I.P. per il quadriennio olimpico 2021-2024, scelto dal presidente Stefano Persichelli e dal consigliere Massimiliano Di Maria.























