L’ultimo ministro dell’istruzione- una “stella” tra le stelle!- se ha pensato di stupire per la modernità e l’aggiornamento dell’esame di maturità, è in errore, soprattutto, per quanto attiene al tema di Italiano. Sono anni,infatti, che il ministero approfitta della prima prova per farne una “vetrina” di lusso, di una scuola cioè al passo coi tempi dove circolano (spaesati) gli autori più svariati del Novecento. Una di quelle vetrine davanti alle quali si passa consapevoli di non poter acquistare quanto esposto poiché non è nelle possibilità di molti. Nella vetrina,ad esempio,sono stati “esposti” ,negli anni, niente di meno che Gramsci (soltanto un anno!), Caproni, Saba, Eco e tanti altri “sconosciuti” di lusso (Pavese e Pasolini,chissà perché, sono stati lasciati in magazzino!). Da qualche anno a questa parte Montale e Ungaretti sono diventati di casa prendendo il posto dei Manzoni e Leopardi, almeno da quando i docenti hanno dovuto realizzare che il secolo non finiva con Pirandello anche lui, fino a non molti anni fa, preso per i capelli cioè in extremis dell’anno scolastico (ed era già una conquista, ai miei tempi,sì e no, il nome e cognome!). A parte Ungaretti o Sciascia che davvero non impressionano, l’alzata d’ingegno riguardo a Dalla Chiesa e a Bartali non è male, un nastro di storia contemporanea da non sottovalutare nella scuola, comunque, un episodio, diciamo un “quadro per un’esposizione”. Purtroppo, i programmi dell’ultimo anno continuano a soffocare la contemporaneità nel magma indistinto del già visto e digerito (Ottocento), della letteratura intesa come altro dalla realtà e dalla politica. Insomma, è il sistema che va aggiornato, non basta una spruzzata di “polvere si stelle” per dimostrare che la scuola,finalmente,è cambiata. Il fatto è che bisognerebbe anticipare al secondo anno (biennio) l’approccio alla storia della letteratura affinché l’ultimo anno inizi ufficialmente a partire dai Montale, Calvino, Fenoglio e quanti più ne volete. I quali richiedono molto più tempo per essere trattati di quanto i poveri cristi dei docenti (volenterosi!) dispongono.Della Chiesa, Falcone,Borellino e così pure i loro “contrari” Buscetta, Craxi, Berlusconi fino ai Salvini o Renzi di turno bisognerebbe parlarne prospettando interessanti analogie col passato remoto-prossimo e presente etc., da analizzare come “autori” di una letteratura parallela o comparata. Ci si ricorda all’ultim’ora che gli alunni-candidati debbano avere cognizioni, competenze e stravaganze intellettive da esibire nel “nuovo” esame di maturità? Dove un’intuizione effettivamente nuova è balenata nella seconda prova al Classico: la commistione-collazione del Latino e Greco,un discorso di per sé complesso, di metodo, che va soppesato, sperimentato preliminarmente (al diavolo le simulazioni,per favore! Ma che ti vuoi simulare in quattro e quattr’otto?!). Siamo alle solite: lasciare la sottana consunta sotto il vestito nuovo. Egregio ministro, così non va! Se questa è la scuola che voi intendete, si continua a giocare d’approssimazione obbligando,peraltro, i docenti a segnare il passo stando fermi. Intanto, “E le stelle stanno a guardare”….Sì,Cronin e perché no? Un altro autore da esporre alla maturità del prossimo anno (se Bussetti ancora ci sarà)! (gmaul)






















