Abbiamo ricevuto la lettera del dr Nello ialongo,già sindaco di Sabaudia, in merito alla realizzazione del porto di Foce Verde . Questa la sua posizione
La Regione si ravvede e riconosce l’insostenibilità del porto di Foce Verde.
L’Assessorato ai LL.PP. e Tutela del territorio della Regione Lazio, nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano dei Porti di Interesse economico Regionale (Porti Minori), ha sostanzialmente recepito le osservazioni al Rapporto Preliminare Ambientale presentate nel gennaio 2021 dal Comune di Sabaudia e dall’Ente Parco Nazionale del Circeo. Negli elaborati del Rapporto Ambientale (definitivo) viene infatti riconosciuta l’incompatibilità ambientale del Porto di Foce Verde in quanto l’opera è in contrasto con lo “Studio Generale sul regime delle coste laziali e isole pontine” del 1985 e con le “Linee Guida per la redazione del piano dei porti e delle coste della Regione Lazio” del 2012, che hanno sconsigliato, nel tratto di costa tra la Marina di Latina e Torre Paola, la realizzazione di opere aggettanti a mare. Nella valutazione dei tecnici regionali è stata presa in seria considerazione la disastrosa esperienza del ripascimento rigido di una spiaggia a Foce Verde (2007) protetto da pennelli rocciosi e una scogliera sommersa. L’opera ha prodotto deviazioni delle correnti marine e forti modifiche della batimetria e della morfologia dei fondali. Le mareggiate immediatamente successive all’intervento hanno causato a sud dell’opera forti arretramenti, degli arenili e la demolizione di stabilimenti, tra cui quello della Polizia di Stato. Nell’autunno-inverno 2008 – 2009 le mareggiate che si sono susseguite hanno spostato ancora più a sud i processi di erosione marina, incrementati anche dalla realizzazione di altri tre pennelli a Foce Verde. Negli anni successivi l’erosione dei fondali e la scomparsa delle barre sabbiose, importanti ai fini della mitigazione del moto ondoso durante le mareggiate, si è estesa al tratto fino a Torre Paola, ed ha causato crolli in più punti nel pendio delle dune, la completa distruzione dello stabilimento balneare dell’Hotel “Le Dune” e l’asportazione di lunghi tratti di arenile. Tale opera può essere considerata un valido modello sperimentale “in campo” che ha fornito elementi di valutazione reali, molto più attendibili di previsioni basate su prove in vasca o di simulazioni tramite modelli matematici.
La battaglia contro il porto di Foce Verde è stata condotta da molti anni dal Partito Democratico di Sabaudia e successivamente dal Comitato spontaneo di cittadinanza attiva nel quale sono presenti due ingegneri che hanno integrato e perfezionato la documentazione prodotta nel tempo mediante un prezioso apporto di carattere tecnico.
Le osservazioni presentate al Rapporto Preliminare di cui sopra dal Comune si sono basate in buona parte sugli elaborati del Comitato spontaneo, quelle dell’Ente Parco hanno tenuto conto di un continuo scambio di conoscenze sui fenomeni dell’erosione costiera.
Sia il Comune che l’Ente Parco hanno presentato, entro la scadenza dei termini (21 agosto 2021), osservazioni anche al Rapporto Ambientale al fine di sottolineare aspetti importanti circa la tutela dei litorali pontini, non evidenziati nel Rapporto Preliminare, e di porre in evidenza interventi già programmati dalla Regione che potrebbero arrecare danni devastanti all’ecosistema dune-spiagge nella costiera del Parco Nazionale del Circeo.
Dr Nello Ialongo
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