Regione : L’addio e il senso di responsbailità, Schiboni lascia pronto Alessandro Calvi

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Schiboni: «Lascio la Giunta per l’Agenas. Una scelta di rispetto verso i cittadini»

Dopo tre anni vissuti intensamente al timone dell’Assessorato, Giuseppe Schiboni rassegna le proprie dimissioni. Non si tratta di un terremoto politico improvviso, bensì di una transizione ponderata, dettata da un nuovo, prestigioso incarico nazionale presso l’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).

Il peso del doppio incarico La decisione, comunicata ufficialmente nelle ultime ore, poggia su un pilastro etico che Schiboni ha voluto sottolineare con forza: l’impossibilità di ricoprire due ruoli di tale magnitudo contemporaneamente senza sottrarre qualità all’uno o all’altro.

“La nomina all’Agenas è un onore che richiede dedizione assoluta,” ha dichiarato Schiboni. “Rimanere ancorato alla poltrona di Assessore per puro calcolo politico sarebbe stato un torto verso i cittadini che meritano una presenza costante sul territorio e negli uffici regionali.”

Un triennio di riforme L’articolo ripercorre i momenti salienti del suo mandato, caratterizzato da una gestione pragmatica e meno incline ai proclami mediatici, preferendo la concretezza dei tavoli tecnici. Dalla gestione dei fondi PNRR alla riorganizzazione dei servizi scolastici e del lav

oro, Schiboni lascia in eredità una macchina amministrativa avviata.

Il secondo capitolo di questa esperienza di governo regionale si chiude con un bilancio che parla di numeri e obiettivi raggiunti. Schiboni non abbandona la nave in tempesta, ma consegna al suo successore un assessorato solido.

I punti chiave del mandato:

Politiche del Lavoro: Il potenziamento dei Centri per l’Impiego e l’attivazione di protocolli per l’incrocio domanda-offerta.
Formazione Professionale: Il rilancio degli ITS, visti come ponte reale tra il mondo della scuola e le industrie locali.
Scuola e Università: La gestione delle criticità post-pandemia e il sostegno al diritto allo studio.
Le dimissioni aprono inevitabilmente una riflessione all’interno della maggioranza. Tuttavia, il clima sembra essere di stima reciproca. Il Presidente della Regione ha salutato Schiboni definendolo un “professionista prestato alla politica che ha saputo dare ordine e visione a settori complessi”.

La sua transizione all’Agenas viene letta non come una fuga, ma come una promozione che riconosce la qualità del lavoro svolto nel Lazio, portando un’esperienza “da campo” nei vertici della sanità nazionale.

L’ultima pagina di questo capitolo politico si apre con lo sguardo rivolto al futuro. L’Agenas rappresenta oggi il fulcro della trasformazione digitale e strutturale della sanità italiana, specialmente per quanto riguarda l’attuazione del DM 77(la riforma della sanità territoriale).

La scelta di Schiboni non è casuale. La sua capacità di mediazione tra enti locali e amministrazione centrale è stata la chiave per la sua nomina. Nel suo nuovo ruolo, si occuperà di monitoraggio, analisi e supporto alle Regioni, chiudendo idealmente un cerchio: da chi le riforme le subiva o le attuava, a chi ora dovrà guidarle a livello centrale.

Le sfide immediate:

Telemedicina: Implementazione dei servizi digitali per abbattere le liste d’attesa.
Case della Comunità: Rendere operativi i presidi territoriali finanziati dal PNRR.
Equità delle cure: Ridurre il gap tra le diverse regioni italiane.
Schiboni lascia la Regione con la consapevolezza di chi ha servito le istituzioni con rigore. “Non è un addio al territorio,” conclude l’ex Assessore, “ma un modo diverso, più ampio, di tutelare il diritto alla salute e al benessere di tutti i cittadini, partendo da una prospettiva nazionale.”

Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)


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