Il brano contiene frasi di solidarietà per alcuni componenti del clan Travali, come Salvatore “Bula” e altri riferimenti alla mala del capoluogo pontino.

Il video è stato girato ai palazzoni di Latina, nel quartiere Q4. Il brano inneggia ai soldi facili, al potere del clan, al controllo del territorio e al disprezzo per infami e pentiti. Quasi un messaggio, la rivendicazione di un potere radicato sulla città da parte delle giovani leve. Alcuni, nel video, sono a volto scoperto e si riconoscono personaggi legati al clan Travali, come familiari e affini. Altri sono coperti da un passamontagna.

Alcuni passaggi del video mostrano gesti come il taglio della gola o l’uso delle armi. Esplicita una frase: “Se sei in zona mia faccio bang bang bang”. Ancora: “C’ho in mano un fero pronto, siamo cresciuti nella fame, tra coltelli e lame”. “Ti credi Pablo ma non sei nessuno, al massimo vendi fumo”.

Infine, un pensiero per chi sta in carcere. “Sta tranquillo zio, tutto passa in fretta. Zio Bula esce in fretta, l’ho scritto sui muri della cameretta”. E le foto di Bula e Palletta Travali che passano in sovrimpressione. Una vera e propria sfida che non mancherà di essere raccolta dalle forze dell’ordine, che ormai hanno dichiarato guerra a tutti i clan presenti a  Latina, anche con l’ultima operazione “Reset”, che ha portato in carcere alcuni componenti del clanravali. Secondo il capo della mobile Pontecorvo “non è una bravata, ma un fatto grave”. Ora arriveranno le giuste risposte a questa provocazione.


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