FORMIA – Rubato undici anni fa, il “Bambinello di Sant’Antonio” torna finalmente a Maranola grazie all’Arma dei Carabinieri. Undici anni di attesa, dolore e speranza. Poi, finalmente, il ritorno a casa. La comunità di Maranola, storica frazione di Formia, ha riabbracciato ieri uno dei simboli più amati della propria fede e della propria identità: il prezioso “Bambinello di Sant’Antonio”, la scultura lignea policroma trafugata nel maggio del 2015 dalla Chiesa della Santissima Annunziata.
Una giornata carica di emozione, vissuta tra applausi, lacrime e preghiere, che ha segnato la restituzione di un bene considerato non soltanto un’opera d’arte, ma un pezzo di storia collettiva.
Il recupero “in extremis” dei Carabinieri

I militari hanno intercettato una trattativa sospetta e, intuendo il rischio imminente che l’opera potesse sparire definitivamente all’estero, sono intervenuti d’urgenza in un’abitazione privata in provincia di Potenza.
Qui il “Bambinello” è stato trovato già imballato e pronto per essere spedito fuori dall’Italia a un acquirente straniero che avrebbe già effettuato il pagamento.
Un recupero definito provvidenziale dagli stessi investigatori: se il simulacro avesse lasciato il Paese, molto probabilmente sarebbe sparito nei circuiti del collezionismo privato internazionale senza più fare ritorno.
La conferma attraverso la banca dati del Patrimonio Culturale
A confermare ufficialmente l’identità dell’opera è stato il controllo nella banca dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il più grande archivio mondiale dedicato ai beni artistici rubati.
L’incrocio dei dati ha permesso di accertare che la statua recuperata fosse proprio quella sottratta nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2015 dalla chiesa di Maranola.
L’abbraccio di una comunità
Il momento più toccante si è vissuto nel tardo pomeriggio, quando il simulacro è arrivato a Maranola accolto da centinaia di fedeli.
La consegna ufficiale è avvenuta in piazza A. Ricca, dove il comandante della Compagnia Carabinieri di Venosa, capitano Marco Capasso, insieme ai militari della Stazione di Genzano di Lucania, ha restituito il Bambinello nelle mani del parroco don Gerardo Petruccelli.
Presenti anche il capitano Antonio Sarno, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Formia, e i militari della locale stazione.
Una restituzione che vale molto più di un recupero
La cerimonia si è poi conclusa con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari, e con l’inaugurazione della mostra storica “I Bambinelli Maranolesi”.
Ma quella di ieri non è stata soltanto la restituzione di una statua rubata.
Per Maranola è stato il recupero di un simbolo di fede, memoria e appartenenza. Un pezzo di storia che torna finalmente nel luogo a cui appartiene.
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