Ci sarà ancora qualche scampolo di bel tempo settembrino, ma bella e chiusa può ormai considerarsi la stagione estiva all’ombra del Circeo. La maggioranza dei turisti ha già imboccato la strada di casa, le vie del centro si sono svuotate, il traffico ha ripreso i suoi ritmi sonnolenti, gli esercizi commerciali sono ridiventati accessibili a tutte le ore, le dune finalmente libere dalla morsa dei bagnanti. Sabaudia ha nuovamente indossato il suo vestito autunno-inverno. A far da spartiacque non solo il calendario, ma anche il forte temporale che ieri si è abbattuto sulla città e le fresche temperature di oggi che invitano a tirare fuori il golfino.
E’ già tempo quindi di bilanci per un’estate terribilmente particolare, sospesa tra voglia di far come se niente fosse successo e pericolo di contagio ancora incombente. Quel pericolo che si è fatto improvvisamente visibile tra la fine di luglio e l’inizio di agosto alla notizia che due giovani erano stati trovati positivi, portando alla chiusura temporanea (imposta o volontaria) di alcune attività commerciali. Sui social spesso si è dibattuto su comportamenti non proprio conformi alle regole fissate per il contrasto al covid, con mascherine assenti o penzoloni ai polsi di residenti e turisti anche quando era difficile rispettare il dovuto mantenimento delle distanze, nonostante i continui inviti del sindaco a tenere alta la guardia, senza però creare allarmismi. In una Città che, con orgoglio da primadonna, nel periodo estivo quanto meno triplica le sue presenze, tanto più in questi ultimi mesi che hanno visto un sensibile incremento in tema di affluenza turistica.
In abbrivio di stagione il dibattito sociale e politico si è cristallizzato sull’organizzazione delle spiagge libere: sotto la lente d’ingrandimento app, prenotazione e tracciamento, sull’esito dei quali si è in attesa di riscontri ufficiali.
Ma forse a scatenare la polemica più vibrante è stato il fenomeno del vandalismo mai così pronunciato, dal centro storico alla periferia, come in questa calda e surreale estate all’ombra della Torre Comunale. Già, la Torre di Dante, quella oggetto dell’episodio più eclatante: la profanazione con segni demenziali della sua parte inferiore, proprio nello spazio dedicato al ricordo della visita di Sandro Pertini in occasione delle celebrazioni del 50esimo anniversario della fondazione di Sabaudia. Scritte e disegni che, seppur alacremente cancellati a distanza di poche ore dal rinvenimento, hanno dato la stura ad una diatriba che ha finito per coinvolgere anche l’efficienza e la conduzione del sistema di video sorveglianza nel centro storico, di recente anche potenziato.
Insomma di materiale per dibattere sulla gestione di questa affollata estate che se ne va ce n’è a iosa. Intanto riappropriamoci della città e dei suoi spazi diventati nuovamente extra-large e godiamoci questo principio di letargo autunnale.


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