“L’Amministrazione vieta la balneazione sulle spiagge libere” urla l’opposizione.

“No, l’ordinanza balneare specifica per stabilimenti e chioschi, ma anche per le spiagge libere individuate, giorni e orari in cui la balneazione è assistita” rintuzza il sindaco.

La polemica, secondo Giada Gervasi, ruota attorno ad un “qui pro quo” lessicale contenuto nell’ordinanza sindacale sulla balneazione relativa alla stagione 2021, n. 36 del 30 aprile scorso, che la stessa Gervasi promette di chiarire. rettificando il testo dell’atto nei punti “incriminati”.

Per cui da oggi nel provvedimento la parola “consentita”, fonte di discussione, sarà sostituita con “presidiata”.

In modo da evitare interpretazioni e fraintendimenti, come afferma il primo cittadino, i paragrafi 5 e 6 dell’articolo 1, disposizioni generali, saranno così aggiornati:

5. La balneazione nelle aree in concessione o con strutture di supporto alla balneazione è presidiata:
– dall’8 al 31 Maggio 2021 dalle ore 10.00 alle ore 18.00;
– dal 1 al 30 Giugno 2021 e dal 1 al 15 Settembre 2021 dalle ore 9.00 alle ore 19.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica; e negli altri giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00;
– dal 1 Luglio al 31 Agosto dalle ore 9.00 alle ore 19.00 tutti i giorni;

6. La balneazione, nelle sole aree di libero demanio individuate dal Responsabile del settore II, è presidiata da personale di salvamento:
– dal 1 al 30 Giugno 2021 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 il venerdì, sabato, domenica e festivi;
– dal 1 Luglio al 31 Agosto tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

“Pertanto al di fuori di tali date e orari – conclude Giada Gervasi – si invitano gli utenti alla massima attenzione in quanto la balneazione non è sicura per mancanza del servizio di salvamento”.

E il dietro front  trova almeno per una volta il consenso del capogruppo di Forza Italia, Giovanni Secci, il quale esprime la sua soddisfazione per il fatto che il sindaco abbia ascoltato le giuste osservazioni da lui avanzate e che si sia reso conto dell’errore fatto, decidendo di modificare il testo dell’ordinanza.

“Certo è che un po’ di differenza esiste tra ‘consentire’ e ‘presidiare’. Le parole vanno ponderate prima di mettere nero su bianco sugli atti ufficiali”, il sigillo che Secci imprime sulla questione.


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