Il Piano Strategico: Assunzioni e Organizzazione al centro del rilancio
La sanità laziale attraversa una fase di profonda metamorfosi. Dopo anni di commissariamenti e tagli lineari che hanno lasciato ferite profonde nel tessuto assistenziale della regione, il Presidente Francesco Rocca ha tracciato la rotta per il prossimo triennio. Al centro della sua agenda non ci sono solo i grandi investimenti edilizi, ma una risorsa più preziosa e difficile da reperire: il capitale umano.
«Per contrastare la carenza dei medici — ha dichiarato il Presidente — siamo intervenuti simultaneamente su due fronti: assunzioni massicce e una nuova architettura organizzativa». Una sfida non da poco, in un contesto nazionale dove la “fuga dal pubblico” sembra diventata una tendenza inarrestabile.
Il cuore pulsante della riforma Rocca risiede nel massiccio piano di reclutamento. La carenza di personale, che per anni ha costretto i medici in servizio a turni massacranti e ha alimentato il fenomeno dei cosiddetti “medici gettonisti”, viene affrontata con numeri senza precedenti per la regione.
Stabilizzazione dei precari: Un primo passo fondamentale per restituire dignità e sicurezza ai professionisti che hanno sostenuto il sistema durante le emergenze.
Nuovi concorsi: L’obiettivo dichiarato è l’immissione di circa 14.000 nuove unità tra medici, infermieri e personale sanitario entro il biennio 2024-2025.
Riduzione delle esternalizzazioni: Rocca ha ribadito la volontà di ridurre drasticamente il ricorso alle cooperative esterne, riportando la gestione clinica sotto il controllo diretto delle ASL e delle Aziende Ospedaliere, garantendo così una maggiore continuità assistenziale.
“Non possiamo pensare di governare il sistema salute se non diamo certezze a chi ci lavora. La stabilità del personale è la stabilità del servizio al cittadino.” — Francesco Rocca
Assumere non basta se le strutture non sono in grado di accogliere i flussi di pazienti in modo efficiente. La riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale è il secondo pilastro della strategia regionale.
Uno dei “colli di bottiglia” storici della sanità laziale è il sovraffollamento dei Pronto Soccorso. La risposta della Giunta Rocca si è articolata attraverso:
Monitoraggio in tempo reale: L’implementazione di sistemi digitali per la gestione dei posti letto (bed management) per evitare che i pazienti restino in barella in attesa di un ricovero.
Accordi con il privato accreditato: Una sinergia più stretta e regolamentata per garantire che le strutture private mettano a disposizione posti letto per l’emergenza, sollevando i grandi HUB pubblici.
La carenza di medici si combatte anche “filtrando” gli accessi impropri in ospedale. Questo significa potenziare le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, figure previste dal PNRR ma che necessitano di una governance regionale forte per diventare operative e attrattive per i medici di medicina generale.
Per convincere un giovane medico a restare nel sistema pubblico laziale, la Regione punta sulla modernizzazione tecnologica.
Ambito
Intervento Strategico
Digitalizzazione
Fascicolo Sanitario Elettronico e Telemedicina per le aree interne.
Edilizia Sanitaria
Fondi stanziati per il nuovo Ospedale di Latina, il nuovo Ospedale del Golfo e il nuovo Policlinico Umberto I.
Ricerca
Rafforzamento della collaborazione con le Università per rendere i policlinici centri di eccellenza internazionale.
L’obiettivo è trasformare il Lazio in un polo d’attrazione non solo per i pazienti, ma per i ricercatori e i clinici, offrendo tecnologie all’avanguardia (robotica, AI diagnostica) che rendano il lavoro stimolante e professionale.
La strada è ancora in salita. Le liste d’attesa restano il principale banco di prova e la mobilità passiva verso altre regioni è un dato che Rocca intende invertire con decisione. Tuttavia, l’approccio integrato — che unisce il benessere del lavoratore all’efficienza della macchina burocratica — segna un cambio di paradigma rispetto al passato.
La sfida della sanità laziale non è solo una questione di bilanci, ma di fiducia: ricostruire il patto tra istituzione, operatori sanitari e cittadini. Se il piano di assunzioni e la riorganizzazione procederanno secondo i tempi prestabiliti, il Lazio potrebbe passare da “caso critico” a modello di resilienza per il sistema sanitario nazionale.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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