Sgominata la banda deI bancomat. Hanno colpito anche in Ciociaria i pendolari del crimine

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Cinque fermi per i “pendolari del crimine” partiti dalla Puglia. Sono accusati di 17 assalti in tutto il Sud e Centro Italia. Nel mirino degli inquirenti anche i recenti colpi, l’ultimo a Ceccano qualche giorno fa, che hanno devastato uffici postali e banche della nostra provincia.

La fine della scia di terrore
Potrebbe esserci una svolta decisiva dietro la lunga scia di boati che, nelle ultime settimane e fino alle scorse ore, ha turbato il sonno di molti cittadini della provincia di Frosinone. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto hanno stretto le manette ai polsi di cinque persone, ritenute i componenti di una banda specializzata e senza scrupoli, capace di muoversi velocemente tra regioni diverse per “sventrare” gli sportelli automatici e fuggire con il contante.

L’asse Puglia-Lazio e i colpi nel frusinate
L’inchiesta, coordinata dalla Procura ionica, ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora: il gruppo criminale con a capo un 46 enne e altri giovani tra i 20 ed i 30 anni non operava solo nel tarantino, ma effettuava vere e proprie “trasferte” del crimine. Secondo l’accusa, la banda avrebbe colpito a ripetizione tra Basilicata, Campania e, appunto, il Lazio, con un focus specifico sulla provincia di Frosinone.

Gli inquirenti stanno ora incrociando i dati per capire se la firma dietro gli sportelli divelti recentemente nei comuni ciociari sia proprio la loro. La tecnica utilizzata, quella della “marmotta” (un ordigno artigianale a forma di pala inserito direttamente nella fessura di erogazione delle banconote), coincide perfettamente con il modus operandi registrato nei recenti raid avvenuti sul nostro territorio.

Un bottino da 170mila euro
Le indagini, partite dopo l’esplosione di un bancomat a Montemesola lo scorso 15 novembre, hanno permesso di attribuire agli indagati almeno 17 assalti. L’ultimo colpo, che potrebbe essere stato fatale per la loro libertà, risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.

Complessivamente, la banda avrebbe racimolato un bottino superiore ai 170mila euro, lasciandosi alle spalle uffici distrutti e danni strutturali ingenti agli edifici colpiti. I provvedimenti di fermo sono ora al vaglio del GIP, ma per la provincia di Frosinone l’operazione rappresenta un segnale di speranza dopo notti di assalti incontrastati.

” Fonte Frosinone Today”

 


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