SONNINO – “La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita. Proclameremo il lutto cittadino”. Così il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, alla notizia della morte in Congo del carabiniere Vittorio Iacovacci, originario del comune in provincioa di Latina. «Era andato a portare la pace ed è stato ucciso – conclude il sindaco- ci stringiamo attorno alla famiglia”.

Un vero e proprio dramma che ha sconvolto la comunità sonninese. Vittorio, 30 anni, specializzato nella protezione dei diplomatici all’estero era di Sonnino, dove la sua famiglia d’origine vive. Non era sposato e non aveva figli. Era in servizio dallo scorso settembre presso l’ambasciata italiana ed era in forza al 13° reggimento Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell’Arma dei carabinieri, un nucleo di elite con proiezione operativa all’estero che in passato ha pagato un alto prezzo in vite umane, visto che tra le vittime nell’attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan ad opera dei talebani ci sono stati carabinieri di quella Brigata. Iacovacci aveva fatto un corso di addetto ai servizi di protezione e si occupava della tutela dell’ambasciatore.

Era in servizio presso l’ambasciata italiana in Congo dallo scorso settembre 2020 ed era effettivo al Battaglione Gorizia dal 2016. Aveva prestato servizio anche alla Folgore


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