Muore in un attentato l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, vittime anche un carabiniere e l’autista

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L’attentato e la morte dell’ambasciatore

L’attentato intorno alle 9 (ora italiana) di questa mattina. La Farnesina conferma la morte dell’ambasciatore d’Italia nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. Lo si apprende da una nota. L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica democratica del Congo.
L’ambasciatore sarebbe morto in seguito alle ferite riportato dopo che gli attentatori gli avevano sparato con armi da fuoco. Sarebbe stato trasportato in condizioni critiche all’ospedale di Goma, dove è deceduto poco dopo. Insieme ad Attanasio viaggiava anche un carabiniere, Vittorio Iacovacci, di soli trent’anni originario di Sonnino, in provincia di Latina. Era un appuntato scelto in servizio presso l’Ambasciata Italiana in Congo.

Chi era Luca Attanasio

Luca Attanasio era nato in provincia di Monza Brianza, a Limbiate. Aveva studiato in Bocconi dove, a soli 24 anni si era laureato con lode. Una breve carriera aziendale e poi quella scelta che l’aveva portato ad intraprendere la carriera diplomatica, anche grazie ad un master in politiche internazionali.

Lascia una moglie e 3 figli

Attanasio aveva solo 43 anni, era presidente onorario dell’associazione Mama Sofia, fondata a Kinshasa dalla moglie Zakia Seddiki per occuparsi di bambini e donne in difficoltà. A Limbiate, il sindaco Antonio Romeo ha disposto le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Alla Farnesina arriva nel 2003 e viene assegnato alla Direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla Segreteria della Direzione Generale per l’Africa. Nel 2004 viene nominato vice Capo Segreteria del Sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale. All’estero è capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010) e Console Generale reggente a Casablanca, in Marocco dal  2010 al 2013. Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della Direzione Generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali. Ritorna poi in Africa quale Primo Consigliere presso l’Ambasciata d’Italia in Abuja, in Nigeria, nel 2015.  Dal 31 ottobre 2019 è stato confermato in sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in Congo.

In queste ore arrivano dalle istituzioni più svariate i messaggi di cordoglio.

 

 

 


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