Terracina dove il centrodestra è all’85 % . E il centrosinistra ?

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Abbiamo chiesto un commento sui risultati elettorali di Terracina  ad Agostino Attanasio che qui volentieri pubblichiamo.

A Terracina le elezioni comunali sono andate come molti prevedevano: sarà ballottaggio tra la coalizione Tintari (FDI, Toti e due civiche), che si ferma al 43,76%, e quella di Giuliani (Lega, Forza Italia e una civica), che tocca il 33,86%.

Intanto, si accendono i motori in vista del secondo turno: si fanno telefonate, si mandano messaggi, ribollono le chat. Ci si muove, forse senza alcuna strategia, alla ricerca spasmodica dell’ultimo voto.

La partita è aperta: Fratelli d’Italia, che a Fondi, non è andata nemmeno al ballottaggio, non può perdere Terracina.  Tra le due coalizioni di centrodestra vi sono oggi quasi 2.400 voti di differenza a favore della Tintari, ma, al secondo turno, Valentino Giuliani potrà quasi certamente contare sull’apporto della Lista Sciscione, forte dei suoi 1.403 voti.

Basterà per sovvertire il risultato del primo turno? A ragionare solo sul voto di domenica e lunedì sembra difficile, ma al ballottaggio, come s’è visto in altre occasioni, si gioca una partita del tutto diversa: risulteranno decisive l’affluenza, la capacità di mobilitare il proprio elettorato che avranno i due candidati Sindaco e, in particolare, quella dei consiglieri che risulteranno eletti o esclusi a seconda della vittoria dell’una o dell’altra coalizione.

Ognuna delle due coalizioni, infatti, potrà contare, affermandosi al secondo turno, sul Sindaco e su quindici consiglieri, solo su sette consiglieri, compreso il candidato Sindaco sconfitto, se perderà al ballottaggio. Sono quindi 18 i candidati che al secondo turno sono in campo per nove seggi, e se i nove della Tintari, che complessivamente hanno ottenuto più di 3.100 preferenze rispetto alle 2.020 dei nove Giuliani, conserveranno questo vantaggio, questa differente “attrattività” dei candidati a consigliere potrà essere uno dei fattori più importanti nel decidere il ballottaggio.

Che dire degli altri risultati? Un dato su tutti: a Terracina le tre forze di centrodestra raggiungono l’85% dei voti, le tre liste che non fanno riferimento al centrodestra – PD, M5S ed Europa Verde – debbono accontentarsi del 15% dei voti e di un solo consigliere, Armando Cittarelli, il candidato Sindaco del PD.

Si potrà discutere, nel campo alternativo al centrodestra, degli errori compiuti da più parti quando non s’è trovato un accordo per formare una coalizione (oggi ne pagano le conseguenze, quanto alla ripartizione dei seggi, M5S ed Europa Verde), ma dal momento che gli accordi non possono essere puramente tattici e le coalizioni non possono essere una semplice sommatoria di voti, la questione vera è un’altra: come costruire a Terracina un’alternativa capace di raccogliere le esigenze e i bisogni dei cittadini, di tradurli in iniziative politiche dentro e fuori il Consiglio comunale, di ricomprendere quelle iniziative entro una proposta complessiva concreta e credibile, meritevole cioè della fiducia di una parte significativa di cittadini?

Come potranno insomma le forze alternative al centrodestra uscire da quell’irrilevanza cui da troppi anni sono condannate?

La discussione, e speriamo non solo la discussione, è aperta.

( Agostino Attanasio  candidato alle comunali per il PD )


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